Pacchetto sicurezza

Le nuove leggi razziste

Una società di "analfabeti dell'intercultura",
segnata dalla paura

Il parlamento approva il pacchetto sicurezza, zeppo di norme discriminatorie, a cominciare dal reato di "clandestinità". Un provvedimento che ricorda le leggi del 1938. Il commento di Giorgio Poletti, missionario comboniano.


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Padre Giorgio Poletti

Nel giorno tragico dell'approvazione in parlamento del pacchetto sicurezza, che contiene numerose norme discriminatorie, probabilmente incostituzionali, sicuramente ispirate a una visione razzista, vale la pena leggere l'articolo di commento scritto da Giorgio Poletti, missionario comboniano a Castel Volturno.

LA PAURA Il disegno di legge sulla sicurezza approvato oggi in senato è anticostituzionale e discriminatorio. Ma in una giornata come questa va anche detto che quel provvedimento è condiviso dalla maggioranza dei cittadini del nostro paese, cittadini di una società che ha paura e rinuncia ad avere una visione del proprio futuro.
Le nuove norme approvate sono condivise anche dalla maggioranza dei cattolici. I deboli pronunciamenti contrari, espressi negli ultimi mesi della Conferenza episcopale italiana, non hanno avuto alcun effetto; del resto, non sono parte di una politica più ampia che metta al centro l’accoglienza dei migranti.
Anche la Chiesa ha paura e si chiude sempre più in se stessa. Le ronde autorizzate da questa legge sono il simbolo dei sentimenti di paura e chiusura sempre più diffusi, sentimenti che un movimento eversivo come la Lega ha intercettato e poi moltiplicato, quando ha saputo intrecciarsi con il berlusconismo. Per questi motivi oggi la società, non solo la politica, va sempre più a destra.
L’attesa, il trascorrere del tempo in una società stanca e chiusa, la paura e il desiderio del nuovo, ma anche il senso della morte, il vuoto e l’ansia di colmarlo, insomma tutte le infinite sfaccettature del vivere – raccontate in modo geniale in un romanzo come «Il deserto dei tartari» – si sono radicati nella società italiana che rifiuta il fenomeno dell’immigrazione. Siamo degli analfabeti dell’intercultura, rifiutiamo l’incontro, il dialogo, l’accoglienza perché abbiamo paura del dialogo profondo, quelle che cambia le persone.
Non è possibile nell’immediato eliminare un razzismo così radicato, non è alla nostra portata. Ma abbiamo il dovere di individuarlo e contrastarlo, ricominciando a costruire reti, a superare frazionamenti, a fare opinione critica.

Fonte: www.carta.org


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Lettera Aperta al Presidente Napolitano

Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Presidente,
non firmi il pacchetto sicurezza


Mi sembra un doveroso gesto di solidarieta' umana ricordarci di chi sta peggio e valutare con vigile attenzione la congruenza tra gli alti principi espressi nella carta costituzionale e un provvedimento che ad esempio impedisce alle madri straniere di registrare i neonati all'anagrafe, senza che la nostra sicurezza aumenti di una virgola.


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ll Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Fonte: Wikipedi

Esimio Presidente della Repubblica Italiana,
indicibile orrore suscitano in noi le norme approvate recentemente
dalla maggioranza parlamentare col proposito di contrastare
i processi migratori verso l'Italia.
In nome del Mahatma Gandhi, cui ispiriamo la nostra azione, che proprio nella lotta 
alle norme discriminatorie verso gli immigrati indiani in Sud Africa forgiò,
agli inizi del secolo scorso, il suo metodo di lotta nonviolenta
conosciuto in tutto il mondo come Satyagraha - forza della verità -
chiediamo di negare la sua firma  a una legge
che offende i principi etici fondamentali e il comune senso di umanità

Gradisca i nostri più reverenti saluti,

Rocco Altieri
Presidente del Centro Gandhi ONLUS
via Santa Cecilia, 30
56127 Pisa


Carlo Gubitosa
(Associazione
Peacelink)

Gentile Presidente Napolitano,
le scrive un cittadino preoccupato per la sicurezza dei propri cari.
La guerra tra Belgrado e Sarajevo ci ha insegnato che anche tra due citta' multietniche e amiche fino al giorno prima puo' esplodere una violenza razzista al di la' di ogni immaginazione. Non mi piacerebbe che la situazione si ripetesse anche da noi, e pertanto Le chiedo di gettare acqua sul fuoco dell'intolleranza e di non avallare con la sua firma il cosiddetto "pacchetto sicurezza".

So bene che un Suo eventuale rifiuto sarebbe un
gesto simbolico dagli effetti limitati, e che dopo un ulteriore passaggio dalle camere con dei ritocchi minimi, per Lei firmare non sarebbe e' piu' una scelta ma un dovere da compiere a norma di legge. Ma chi l'ha deciso che in Italia i simboli, i messaggi e i gesti che plasmano la cultura debbano essere solo quelli che incitano all'odio etnico e diffondono il virus dell'intolleranza? Le belle pagine di storia si scrivono anche con dei bei simboli.

Lei sa bene, per aver tenuto a battesimo i CPT con la legge che porta il suo nome e quello di Livia Turco, che anche le leggi scritte con le migliori intenzioni possono trasformarsi alla prova dei fatti in ferite e violazioni dei diritti di chi affronta come puo' la poverta', la fame e le guerre. Le lascio immaginare quello che puo' accadere quando le intenzioni del legislatore non sono le migliori possibili e sono viziate da un'indulgenza al populismo xenofobo che puo' portare molti voti ma anche molta violenza.

Fortunatamente noi che abbiamo il passaporto Italiano non dobbiamo affrontare poverta', fame e guerre, e ci basta essere un po' piu' sobri per superare la crisi dei mercati, rinunciare a qualche lusso non necessario e far studiare i nostri figli quel tanto che basta perche' non siano costretti ad arruolarsi e fare guerre in casa d'altri pur di lavorare e pagarsi un mutuo.

Mi sembra pertanto un doveroso gesto di solidarieta' umana ricordarci di chi sta peggio e valutare con vigile attenzione la congruenza tra gli alti principi espressi nella carta costituzionale e un provvedimento che impedisce alle madri straniere di registrare i neonati all'anagrafe, senza che la nostra sicurezza aumenti di una virgola.
Le chiedo pertanto di adoperarsi affinche' il "pacchetto sicurezza" sia rinviato alle Camere affinche' provvedano a modificarne le parti incompatibili con la Costituzione e le norme del diritto internazionale recepite nell'ordinamento della Repubblica Italiana.

Resto in attesa di un suo riscontro e le auguro buon lavoro.

Cordiali saluti
Carlo Gubitosa

Note:
Altre lettere al Presidente della Repubblica sul "pacchetto sicurezza"
http://lists.peacelink.it/nonviolenza/2009/07/msg00024.html



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Cristianesimo nonviolento

Permessi di soggiorno
in nome di Dio


Iniziativa dei missionari comboniani contro il ddl sicurezza



Luca Kocci


A prima vista sembrano uguali a quelli rilasciati dall'amministrazione della pubblica sicurezza del ministero dell'Interno, ma guardando meglio si legge: "Amministrazione della pubblica giustizia - Dipartimento della pubblica accoglienza". Sono i "
Permessi di soggiorno in nome di Dio" che ieri, Giornata mondiale del rifugiato, sono stati distribuiti nelle piazze di oltre 30 città a centinaia di stranieri, uomini e donne immigrati in Italia da mesi o da anni, lavoratori sommersi, stagionali e in nero, senza documenti, clandestini, invisibili.

L'iniziativa è stata lanciata un mese fa dai
quattro missionari comboniani di Castelvolturno - che già nel 2003 ne promossero una analoga -, e strada facendo si sono aggiunti parrocchie e gruppi cattolici di base, le chiese battiste, ma anche centri sociali, associazioni antirazziste e pacifiste, comunita' di stranieri in Italia e, in qualche città, la Cgil e i partiti della sinistra extraparlamentare.
"
Con questa azione abbiamo voluto riaffermare pubblicamente il diritto di ogni persona ad esistere, a costruire un futuro per sè e per i propri figli e ad essere rispettata nella sua umanità, nella sua ricerca di vita democratica e libertà, e abbiamo voluto esprimere la nostra opposizione al pacchetto sicurezza e alle politiche anti-immigrati del governo", spiega padre Giorgio Poletti, dei comboniani di Castelvolturno: il reato di immigrazione clandestina, la stretta sui ricongiungimenti e sui matrimoni misti, l'allungamento del periodo di detenzione nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a sei mesi, il permesso di soggiorno "a punti" e a pagamento, i respingimenti in mare verso la Libia e le campagne stampa contro gli immigrati. Negli ultimi anni, dicono i comboniani, "la situazione è notevolmente peggiorata. L'avvento al governo di partiti e forze eversive, come la Lega, ha creato un clima razzista e xenofobo. Stanno giocando con le nostre paure, con quell'istinto che abbiamo nel più profondo di proteggerci e di isolarci. Stanno costruendo una società fondata sulla paura e stanno mettendo i loro eserciti e polizie a guardia delle nostre false sicurezze. Ma i militari ci servono per fare la guardia alle nostre paure, per darci l'ennesima illusione di una sicurezza per pochi". Anche molti cattolici hanno rinunciato ai valori di giustizia e condivisione, che invece sono propri della fede cristiana. E allora permessi di soggiorno "in nome di Dio" - benchè l'iniziativa non aveva valore confessionale - per ricordare, soprattutto ai credenti che "Dio sta sempre dalla parte dei piu' deboli e indifesi".

Manifestazioni si sono svolte in tutta Italia, in oltre 30 città: cortei, dibattiti, concerti, proiezioni del docu-film Come un uomo sulla terra, cucina etnica e poi i banchetti con la raccolta di firme "
Io non respingo" - petizione nazionale contro i respingimenti promossa dalla rete Fortress Europe - e quelli dove venivano rilasciati i "Permessi di soggiorno in nome di Dio".
Ad Agrigento le associazioni sono scese in piazza anche contro gli arresti di alcuni immigrati ambulanti prima di una manifestazione lo scorso 10 giugno, giorno dell'arrivo di Gheddafi a Roma; a Catania c'era l'Anpi; a Modena i "Permessi di soggiorno" sono stati distribuiti a piazza Mazzini e nel ghetto ebraico; iniziative a Rosarno e a Reggio Calabria, "contro la caccia all'uomo nero"; a Siracusa, davanti alla prefettura, dove hanno parlato alcuni "non ancora italiani"; e poi Cosenza, Lamezia Terme, Ferrara, Torino, la Lombardia con Lodi, Brescia, Varese, e ancora altre citta'. A Caserta, con i giovani del Centro sociale Ex canapificio e i religiosi sacramentini in prima fila insieme alla nutritissima comunita' dei migranti e dei rifugiati che hanno scritto "l'emigrazione non deve essere la nuova colonizzazione", i permessi di soggiorno li ha firmati, sotto un gazebo nella centralissima corso Trieste, il vescovo della città,
monsignor Raffele Nogaro, che ha chiamato "direttiva della vergogna" la recente direttiva sui rimpatri firmata dai Paesi dell'Unione europea e ha detto: "il meticciato è la nuova costituzione della famiglia umana".

Fonte: Adista



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Immigrazione

20 Giugno 2009: Giornata Mondiale del Rifugiato

Iniziativa:
Distribuzione dei Permessi di Soggiorno
in nome di Dio


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Missionari Comboniani di Castelvolturno

Giugno 2003: Incatenamento alla Questura e Prefettura di Caserta ; Luglio-Agosto 2003: Prima distribuzione dei Permessi di Soggiorno in nome di Dio in molte città d'Italia.

Ora,
a distanza di 6 anni, la situazione sull'immigrazione è notevolmente peggiorata. L'avvento al governo di partiti e forze “eversive”, come la Lega, ha creato un clima razzista e xenofobo. Ha fatto dell'immigrazione il cavallo di battaglia per ottenere voti e così poter arrivare a Roma. Inoltre ha creato in alcune parti dell'Italia un cieco settarismo che ha coinvolto anche il mondo cattolico che, nella presunta difesa del territorio, dell'identità e del passato, rinuncia a quei valori che sono propri della fede cristiana legati alla condivisione, alla giustizia, alla sussidiarietà, per chiudersi così in un egoismo di gruppo e di territorio.
Questo tipo di chiusura ci fa tornare ai vecchi tempi, quando l'altro, il pericoloso, era il meridionale. Questi sono meccanismi profondamente radicati dentro di noi. Fanno parte della nostra natura e dell'ambiente in cui siamo cresciuti. E' brutto e pericoloso fare leva sul peggio che c'è dentro di noi, farlo uscire in superficie e farlo diventare pensiero che abbraccia la maggior parte della gente e addirittura le istituzioni cattoliche.   In questi anni
la realtà dell'Immigrazione nel nostro paese è peggiorata, il cammino difficile verso “l'integrazione” diventa sempre più un sogno. L'immigrazione per noi è invece la possibilità di un futuro reale. Nella misura in cui riusciremo a dialogare e a confrontarci, con questa realtà, ci arricchiremo, non solo da un punto di vista economico - per le capacità lavorative degli immigrati - ma soprattutto ci arricchiremo culturalmente - per la ricchezza dei valori religiosi e sociali presentati dalle altre religioni e culture - diventando così non solo una sfida, ma una ricchezza.   Un mondo sta crollando e ci trova impreparati e chiusi a nuove possibilità. Cambierà il nostro mondo religioso, che dovrà confrontarsi con gli altri rinnovando e irrobustendo così la nostra fede. E' un nuovo modo di vivere la cittadinanza che dobbiamo abbracciare. Dobbiamo imparare a vivere in pace sapendo che il destino degli immigrati è anche il nostro. Oggi li rifiutiamo e li respingiamo nella nostra terra, dimenticando che noi siamo presenti nella loro terra molto spesso come coloro che sfruttano le loro ricchezze economiche, derubandoli, e corrompendo governi per impossessarsi di materie prime. Quindi, non si stratta solamente di un problema di carità o di bontà, ma di giustizia e condivisione.   Per questi motivi e per questi valori ancora una volta proponiamo la distribuzione dei Permessi di Soggiorno in nome di Dio per tutte le città d'Italia. Fino ad oggi, sono già molto numerose le città che hanno aderito concretamente e non solo virtualmente all'iniziativa. Continuiamo con entusiasmo a lavorare affinché il 20 Giugno 2009 non solo la giornata per …, ma un rinnovato impegno a favore degli immigrati.
Alcune indicazioni sulle modalità di attuazione dell'iniziativa:   -       Molte sono state le adesioni sia virtuali che reali. Preghiamo di confermare la vostra adesione per poter completare la lista delle adesioni. Per chi non l'avesse ancora ricevuto richiedere il
fac-simile del Permesso di Soggiorno in nome di Dio da distribuire (invio via email). -       In alcune città ci sono varie associazioni che si impegneranno per questa attività. Noi le invitiamo a lavorare insieme, sebbene crediamo che deve anche esistere la massima libertà nel poter organizzare i vari eventi (banchetti, marce, incontri...)  nella stessa città promossi e gestiti dalle varie organizzazioni. -       Ogni associazione deve sentire di gestire e esprimersi come meglio può per poter raggiungere e coinvolgere un maggior numero di persone. -       Vi invitiamo a consultare il nostro sito per aggiornamenti www.neroebianco.org -       Siamo a vostra disposizione per qualsiasi informazione e suggerimenti perché questo evento si costruisce con la collaborazione di tutti voi.

  Missionari Comboniani di Castelvolturno


Fonte: www.neroebianco.org


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Respingimenti umani

Non c’era posto per loro

Come nel Vangelo di Luca, per i nostri governanti,
non c’è posto per gli stranieri. Scelte vergognose
e anticristiane quelle governative sui migranti.


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Immigrati su gommone Fonte: www.panorama.it


Renato Sacco


Sarà un caso. Ma proprio mentre il Papa era a Betlemme – ieri (13 maggio) – e risuonavano le parole del Vangelo di Luca
“non c’era posto per loro nell’albergo”, in Italia risuonavano le parole di Bossi “cominciamo a respingere, dopo si vede...”, parlando con i giornalisti a proposito delle critiche dell’ONU sui respingimenti dei barconi di immigrati, e mentre alla Camera si votava la fiducia sui maxiemendamenti al ddl sicurezza. Sarà un caso, ma fa davvero pensare e fa venire i brividi alla schiena ascoltare le parole di alcuni esponenti della maggioranza, a cominciare dal capo del Governo: loro sanno che sui barconi non ci sono richiedenti asilo politico. Loro, arroccati nel loro potere, ormai in campagna elettorale sulla pelle dei poveri. Cosa non fa la sete di potere!! E questi sono i difensori delle ‘radici e dei valori cristiani’. È una vergogna! È una bestemmia!! Alcune loro affermazioni andrebbero coperte con il classico ‘bip’ che copre le parolacce in Tv. Ma anche ai tempi di Maria e Giuseppe, qualcun altro era arroccato nel suo palazzo di potere... e per lui la vita degli altri, piccoli o grandi, non contava poi molto, stando ai Vangeli. “I muri possono essere abbattuti. Innanzitutto però è necessario rimuovere i muri che costruiamo contro il prossimo”, risuona ancora la voce del Papa, tra i profughi palestinesi, accanto a quel muro di separazione alto 8 metri e lungo oltre 700 km.
Può aiutare – a non lasciare tutto al caso, a non guardare distratti o rassegnati a quanto succede, a non accettare i muri anche di casa nostra – il testo del consiglio nazionale di Pax Christi
Ero straniero e mi avete accolto. Può aiutare a riflettere e ad agire... per evitare che anche dentro di noi crescano muri. È vero, forse i muri non crollano da soli, ma si possono abbattere.

Fonte: Mosaico di pace


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Respingimento in Libia degli immigrati

"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo"
(articolo 2 della Costituzione Italiana)

Illegale e vergognoso il respingimento
in Libia degli immigrati


Non era mai successo che il Ministro dell'Interno si vantasse pubblicamente di aver attuato ("per la prima volta") un respingimento senza identificazione, in aperta violazione della Convenzione di Ginevra del 1954 oltre che della Costituzione Italiana. Ferma condanna di PeaceLink.


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Alessandro Marescotti


E' la prima volta che accade in Italia. Lo afferma lo stesso Maroni: "Vorrei confermare una notizia che è apparsa oggi e che è davvero molto importante perché rappresenta una svolta nel contrasto all'immigrazione clandestina: per la prima volta nella storia siamo riusciti a rimandare direttamente in Libia i clandestini che abbiamo trovato ieri in mare su tre barconi. Non è mai successo, fino ad ora dovevamo prenderli, identificarli e rimandarli nelle nazioni di origine. Per la prima volta la Libia ha accettato di prendere cittadini extracomunitari che non sono libici ma che sono partiti dalle coste libiche". (1)
La cosa paradossale è che il ministro Maroni entra in contrasto con la stessa Polizia di Stato che nel suo sito web ha pubblicato una pagina sul diritto di asilo in cui si legge: "In base alla Convenzione di Ginevra, la richiesta di asilo politico, può essere presentata dal cittadino straniero all'ufficio di polizia di frontiera, al momento dell'ingresso in Italia". (2)

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Roberto Maroni - www.blognotizie.com


Il Ministro degli Interni Maroni invece, violando la Convenzione di Ginevra, si vanta di respingere in Libia gli immigrati.

Vorremmo ricordare che in passato vi è stato un bombardamento, sempre di quelli "umanitari", dei caccia Usa contro di "dittatore Gheddafi", che ora invece è nostro alleato nella "pulizia" delle coste.
Vorremmo ricordare che, sempre per ragioni "umanitarie", andiamo a sparare e bombardare in Afghanistan. Per "ridare i diritti umani" agli afghani.
Ora tutta questa messa in scena diventa patetica, oltre che disgustosa. Esibiamo intenti di redenzione dell'umanità con missioni militari all'estero per poi mostrare un assoluto dispregio dei diritti degli uomini che si avvicinano alle nostre coste fuggendo dalla miseria e dalle dittature. E offriamo nelle mani di un dittatore coloro di cui ci vogliamo sbarazzare.
Catalogare come "clandestini" quei migranti che fuggono da violenze o persecuzioni è ridicolo: come fuggivano gli ebrei dal nazismo se non clandestinamente?
Con ministri come Maroni "clandestino" rischia di diventare in Italia il senso della legalità e della solidarietà.
Concludiamo, per i ragazzi che ci stanno leggendo, queste semplici informazioni che potete trovare sulla Wikipedia.
"Hanno diritto di asilo i "rifugiati". Quello di "rifugiato" è uno status riconosciuto, secondo il diritto internazionale (art. 1 della Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati del 1954), a chiunque si trovi al di fuori del proprio paese e non possa ritornarvi a causa del fondato timore di subire violenze o persecuzioni. Il riconoscimento di tale status giuridico è attuato dai governi che hanno firmato specifici accordi con le Nazioni Unite, o dall’UNHCR secondo la definizione contenuta nello statuto dell’Alto Commissariato". (3)
C'è un governo che fa affidamento su chi ignora queste cose. PeaceLink fa affidamento su chi le conosce e vuole che i diritti umani vivano nel cuore delle persone. Perché se si spegne il senso della solidarietà e dell'indignazione muore il futuro.


Alessandro Marescotti
Presidente di PeaceLink
http://www.peacelink.it



(1)
http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.3287347037
(2)
http://poliziadistato.it/articolo/212-Richiesta_di_asilo_politico
(3)
http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_asilo

Note:
Immigrati, Fassino: Non è procedura irregolare
Sulla questione dei respingimenti alle frontiere è intervenuto l'ex segretario e ministro del Pd Fassino, per dire che "è un'azione legittima di contrasto dell'immigrazione clandestina, praticato anche durante il governo di centrosinistra". Certo, ha aggiunto, bisognerebbe fare una distinzione per chi ha diritto a chiedere asilo politico ma nella pratica si tratterebbe di una procedura "molto complessa e molto difficile da gestire". Fonte: Giornale Radio RAI 8/5/2009
http://www.radio.rai.it/grr/view.cfm?V_IDNOTIZIA=51340&Q_PROG_ID=421&Tematica=5


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Appello dei missionari comboniani

"Non molesterai il forestiero né lo opprimerai perché voi siete stati forestieri in terra di Egitto” (Esodo, 22,20)

Immigrazione:
Chiesa mettiti in gioco


Appello di Alex Zanotelli e dei missionari comboniani al mondo missionario, alla Cei e alle chiese per chiedere la disobbedienza civile alle leggi razziste previste nel pacchetto sicurezza che instaurano in Italia una legislazione da apartheid.

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Alex Zanotelli

Alex Zanotelli

Noi missionari/e sentiamo il dovere di reagire e protestare contro la strage in atto nel Mediterraneo e le leggi razziste contro gli immigrati che arrivano sulle nostre coste. È una tragedia questa, che non ci può lasciare indifferenti: migliaia e migliaia di africani che tentano di attraversare il Mare nostrum per arrivare nell’agognato "Eden". Un viaggio che spesso si conclude tragicamente. Dal 2002 al 2008 sono morti, in maggioranza scomparsi in mare, 42 mila persone, secondo la ricerca condotta a Lampedusa da Giampaolo Visetti, giornalista di La Repubblica. Trecento persone al giorno! Il più grande massacro europeo dopo la II Guerra Mondiale che si consuma sotto i nostri occhi.

E qual è la risposta del governo?
Chiudere le frontiere e bloccare questa "invasione". E per questo il "nostro" governo ha stipulato accordi con la Libia e la Tunisia. Il 5 gennaio 2009 infatti il Senato ha approvato il Trattato con il governo libico di Gheddafi per impedire che le cosiddette carrette del mare arrivino a Lampedusa. Com’è possibile firmare un trattato con un paese come la Libia che tratta in maniera così vergognosa gli immigrati in casa propria? Il 27 gennaio 2009 il ministro Maroni si è incontrato con il ministro degli Interni tunisino per la stessa ragione. Il regime di Ben Ali in Tunisia non è meno dittatoriale di quello libico. Questi tentativi italiani per bloccare l’immigrazione clandestina, sono sostenuti dal Frontex, l’Agenzia Europea per la difesa dei confini, che ha ricevuto oltre 22 milioni di euro per tali operazioni.
Ci dimentichiamo però che
questa pressione migratoria è dovuta alla tormentata situazione africana, in particolare dell’Africa Centrale e Orientale. Le situazioni di miseria e oppressione, le guerre troppo spesso dimenticate dell’Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan, Ciad sospingono migliaia di persone a fuggire attraverso il deserto per arrivare in Tunisia e Libia dove sono trattate come schiavi: lunghi anni di lavoro in nero per ottenere i soldi per la grande traversata (soldi che andranno alle mafie). E se riusciranno (pagando 3-4000 euro) ad attraversare il Mediterraneo ed arrivare a Lampedusa, verranno rinchiusi in un vero e proprio campo di concentramento, il Centro di “accoglienza” trasformato il 24 gennaio in Cie (Centro di identificazione ed espulsione): un vero lager che può ospitare 900 persone ed invece ne contiene 1900! Di qui le drammatiche rivolte di questi giorni con i tentati suicidi di parecchi tunisini che non vogliono essere rimpatriati perché sanno quello che li attende.
Tutto questo grazie alla solerzia del nostro ministro Maroni che ha detto che bisogna essere «cattivi» con gli immigrati. E il suo Pacchetto Sicurezza è la «cattiveria trasformata in legge», come afferma il settimanale Famiglia Cristiana. Infatti
nel Pacchetto Sicurezza il clandestino è dichiarato criminale. Una legislazione questa che ha trovato un terreno fertile, preparato da un crescente razzismo della società italiana (così ben espresso dalla Lega!) e da una legislazione che va dalla Turco-Napolitano (l’idea dei Centri di permanenza temporanea) all’immorale e non-costituzionale Bossi-Fini, che non riconosce l’immigrato come soggetto di diritto, ma come forza lavoro pagata a basso prezzo, da rispedire al mittente quando non ci serve più.
La legge infatti prevede, fra le altre cose,
la possibilità che i medici denuncino i clandestini ammalati, la tassa sul permesso di soggiorno (dagli 80 ai 200 euro!), le "ronde", il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e i matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l’ordine di espulsione. Maroni ha pure deciso di costruire una decina di Centri di identificazione e di espulsione, ove saranno rinchiusi fino a 6 mesi i clandestini. Questa è una legislazione da apartheid: il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, Rom e mendicanti. È una cultura xenofoba e razzista che ci sta portando nel baratro dell’esclusione e dell’apartheid. Tutto questo immemori di essere stati noi “forestieri in terra di Egitto” quando così tanti italiani oltre al doloroso distacco dalla propria terra, hanno sperimentato l’emarginazione, il disprezzo e l’oppressione.
Per questo noi
chiediamo:
ai missionari/e, religiosi/e, laici/che impegnati con il Sud del mondo: - di schierarsi dalla parte degli immigrati contro una «politica miope e xenofoba» e che fa «precipitare l’Italia, unico paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali», come afferma Famiglia Cristiana. - di organizzare una processione penitenziale, per chiedere perdono a Dio e ai fratelli migranti per il razzismo, la xenofobia, la caccia al musulmano che, come forza diabolica, sono entrate nel corpo politico di questa Italia.
alla Conferenza Episcopale Italiana: - di chiedere la disobbedienza civile a queste leggi razziste. È quanto ha fatto nel 2006, in situazioni analoghe, il cardinale R. Mahoney di Los Angeles, California, che ha chiesto nell’omelia del mercoledì delle Ceneri a tutti i cattolici americani di servire tutti gli immigrati, anche quelli clandestini.
alla Chiesa cattolica in Italia e alle altre Chiese: di riprendere l’antica pratica biblica, accolta e praticata anche dalle comunità cristiane di fare del tempio il luogo di rifugio per avere salva la vita, come indicato nel libro dei Numeri 35,10-12. Su questa base biblica negli anni ’80, negli USA, nacque il Sanctuary Movement che oggi viene rilanciato.
Come missionari/e facciamo nostro l’appello degli antropologi italiani: "Quell’antropologia impegnata dalla promessa di ampliare gli orizzonti di ciò che dobbiamo considerare umano deve denunciare il ripiegamento autoritario, razzista, irrazionale e liberticida che sta minando le basi della coesistenza civile nel nostro paese, e che rischia di svuotare dall’interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa, contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali. Forse anche allora, in molti pensarono che no si sarebbe osato tanto: oggi abbiamo il dovere di non ripetere quell’errore".
Viviamo un tempo difficile, ma carico di speranza nella misura in cui siamo capaci di mettere in gioco la nostra vita per la Vita.
Napoli, 9 marzo 2009
Comunità Comboniana - Rione Sanita (Napoli) Alex Zanotelli e Domenico Guarino Casa Rut – Suore Orsoline, Caserta Casa Zaccheo – Padri Sacramentini, Caserta Missionarie Comboniane – Torre Annunziata (Napoli)

Per adesioni cliccare su
http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=11879&.IDCategoria=108

Aderiscono : padre Fernando Zolli (comboniano), Giovani impegno missionario Napoli, Nigrizia, Centro Comunicazione Combonifem, don Roberto Pasetti, Comitato Caserta città di pace, don Giorgio A. Pisano, padre Guido Grilli, Comunità Michea alla Sanità (Napoli), don Carmine Miccoli, Kenda Onlus - Cooperazione tra i Popoli, Coordinamento per la legalità e la giustizia di Bari, gruppo Africa Sport Bao Bab di Berlino, don Angelo Cassano, Roberta Angeleri,Carla Angeleri, Todaro Sara, p. Sébastien Sasa, Associaziole Millevoci Fano, Luciano Pegoraro, Mangonza Bitumba, Fausto Inverardi, Gelato Laura, Cecilia Nicolai, Stefania Palmieri, don Antonio Ferri, Fr. Enrico, Francesco Viola, Angela Gramazio. Casa per la nonviolenza - Centro Gandhi Onlus (San Ferdinando di Puglia).

Fonte: www.nigrizia,it


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Alex Zanotelli

UN "PACCHETTO SICUREZZA"
IMMORALE E INCOSTITUZIONALE


Quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi, quello che viene deciso dal Parlamento in nostro nome, è semplicemente immorale e incostituzionale. Se queste diventassero leggi, saremo tutti chiamati alla disobbedienza civile perche' leggi immorali e incostituzionali.

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Alex Zanotelli


Quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi, quello che viene deciso dal Parlamento in nostro nome, è semplicemente immorale e incostituzionale.

Cito solo tre esempi del "Pacchetto sicurezza": 1) "clandestino" uguale criminale; 2) il medico può segnalare il "clandestino" malato alla polizia; 3) la madre "clandestina" non può fare un atto civile, come quello di riconoscere il proprio figlio alla nascita.
Se queste diventassero leggi, saremo tutti chiamati alla disobbedienza civile perchè leggi immorali e incostituzionali.



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