Pacchetto sicurezza
Le nuove leggi
razziste
Una
società di "analfabeti dell'intercultura",
segnata dalla paura
Il parlamento approva il pacchetto sicurezza, zeppo di norme
discriminatorie, a cominciare dal reato di "clandestinità". Un
provvedimento che ricorda le leggi del 1938. Il commento di Giorgio
Poletti, missionario comboniano.
Padre Giorgio
Poletti
Nel giorno
tragico dell'approvazione in parlamento del pacchetto sicurezza,
che contiene numerose norme discriminatorie, probabilmente
incostituzionali, sicuramente ispirate a una visione razzista, vale
la pena leggere l'articolo di commento scritto da Giorgio Poletti,
missionario comboniano a Castel Volturno.
LA PAURA Il disegno di legge sulla sicurezza approvato oggi in
senato è anticostituzionale e discriminatorio. Ma in una giornata
come questa va anche detto che quel provvedimento è condiviso dalla
maggioranza dei cittadini del nostro paese, cittadini di una
società che ha paura e rinuncia ad avere una visione del proprio
futuro.
Le
nuove norme approvate sono condivise anche dalla maggioranza dei
cattolici. I deboli
pronunciamenti contrari, espressi negli ultimi mesi della
Conferenza episcopale italiana, non hanno avuto alcun effetto; del
resto, non sono parte di una politica più ampia che metta al centro
l’accoglienza dei migranti.
Anche
la Chiesa ha paura e si chiude sempre più in se
stessa. Le ronde
autorizzate da questa legge sono il simbolo dei sentimenti di paura
e chiusura sempre più diffusi, sentimenti che un movimento eversivo
come la Lega ha intercettato e poi moltiplicato, quando ha saputo
intrecciarsi con il berlusconismo. Per questi motivi oggi la
società, non solo la politica, va sempre più a destra.
L’attesa, il trascorrere del tempo in una società stanca e chiusa,
la paura e il desiderio del nuovo, ma anche il senso della morte,
il vuoto e l’ansia di colmarlo, insomma tutte le infinite
sfaccettature del vivere – raccontate in modo geniale in un romanzo
come «Il deserto dei tartari» – si sono radicati nella società
italiana che rifiuta il fenomeno dell’immigrazione. Siamo degli
analfabeti dell’intercultura, rifiutiamo l’incontro, il dialogo,
l’accoglienza perché abbiamo paura del dialogo profondo, quelle che
cambia le persone.
Non è possibile nell’immediato eliminare un razzismo così radicato,
non è alla nostra portata. Ma abbiamo il dovere di individuarlo e
contrastarlo, ricominciando a costruire reti, a superare
frazionamenti, a fare opinione critica.
Fonte:
www.carta.org
Lettera Aperta al Presidente Napolitano
Lettera aperta
al Presidente della Repubblica
Presidente,
non firmi il pacchetto sicurezza
Mi sembra un doveroso gesto di solidarieta' umana ricordarci di chi
sta peggio e valutare con vigile attenzione la congruenza tra gli
alti principi espressi nella carta costituzionale e un
provvedimento che ad esempio impedisce alle madri straniere di
registrare i neonati all'anagrafe, senza che la nostra sicurezza
aumenti di una virgola.

ll
Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano
Fonte:
Wikipedi
Esimio Presidente della Repubblica
Italiana,
indicibile orrore suscitano in noi
le norme approvate recentemente
dalla maggioranza parlamentare col proposito di contrastare
i processi migratori verso l'Italia.
In nome del
Mahatma Gandhi,
cui ispiriamo la nostra azione, che proprio nella
lotta
alle norme discriminatorie verso gli immigrati indiani in Sud
Africa forgiò,
agli inizi del secolo scorso, il suo metodo di lotta
nonviolenta
conosciuto in tutto il mondo come Satyagraha - forza della verità
-
chiediamo di
negare la sua firma a una legge
che offende i principi etici fondamentali e il comune senso di
umanità.
Gradisca i nostri più reverenti
saluti,
Rocco
Altieri
Presidente del Centro Gandhi ONLUS
via Santa Cecilia, 30
56127 Pisa
Carlo Gubitosa
(Associazione Peacelink)
Gentile
Presidente Napolitano,
le scrive un
cittadino preoccupato per la sicurezza dei propri
cari.
La guerra tra
Belgrado e Sarajevo ci ha insegnato che anche tra due citta'
multietniche e amiche fino al giorno prima puo' esplodere una
violenza razzista al di la' di ogni immaginazione. Non mi
piacerebbe che la situazione si ripetesse anche da noi, e
pertanto
Le chiedo di gettare acqua sul fuoco dell'intolleranza e di non
avallare con la sua firma il cosiddetto "pacchetto
sicurezza".
So bene che un Suo eventuale rifiuto sarebbe un
gesto simbolico dagli effetti limitati, e che dopo un
ulteriore passaggio dalle camere con dei ritocchi minimi, per Lei
firmare non sarebbe e' piu' una scelta ma un dovere da compiere a
norma di legge. Ma chi l'ha deciso che in Italia i simboli, i
messaggi e i gesti che plasmano la cultura debbano essere solo
quelli che incitano all'odio etnico e diffondono il virus
dell'intolleranza?
Le belle pagine di storia si scrivono anche con dei bei
simboli.
Lei sa bene, per aver tenuto a battesimo i CPT con la legge che
porta il suo nome e quello di Livia Turco, che anche le leggi
scritte con le migliori intenzioni possono trasformarsi alla prova
dei fatti in ferite e violazioni dei diritti di chi affronta come
puo' la poverta', la fame e le guerre. Le lascio immaginare quello
che puo' accadere quando le intenzioni del legislatore non sono le
migliori possibili e sono viziate da un'indulgenza al populismo
xenofobo che puo' portare molti voti ma anche molta violenza.
Fortunatamente noi che abbiamo il passaporto Italiano non dobbiamo
affrontare poverta', fame e guerre, e ci basta essere un po' piu'
sobri per superare la crisi dei mercati, rinunciare a qualche lusso
non necessario e far studiare i nostri figli quel tanto che basta
perche' non siano costretti ad arruolarsi e fare guerre in casa
d'altri pur di lavorare e pagarsi un mutuo.
Mi sembra pertanto un doveroso gesto di solidarieta' umana
ricordarci di chi sta peggio e valutare con vigile attenzione la
congruenza tra gli alti principi espressi nella carta
costituzionale e un provvedimento che impedisce alle madri
straniere di registrare i neonati all'anagrafe, senza che la nostra
sicurezza aumenti di una virgola.
Le
chiedo pertanto di adoperarsi affinche' il "pacchetto sicurezza"
sia rinviato alle Camere affinche' provvedano a modificarne le
parti incompatibili con la Costituzione e le norme del diritto
internazionale recepite nell'ordinamento della Repubblica
Italiana.
Resto in attesa di un suo riscontro e le auguro buon lavoro.
Cordiali saluti
Carlo Gubitosa
Note:
Altre lettere al Presidente della Repubblica sul "pacchetto
sicurezza"
http://lists.peacelink.it/nonviolenza/2009/07/msg00024.html
Cristianesimo nonviolento
Permessi di soggiorno
in nome di Dio
Iniziativa dei missionari comboniani contro il
ddl sicurezza
Luca Kocci
A prima vista sembrano uguali a quelli rilasciati
dall'amministrazione della pubblica sicurezza del ministero
dell'Interno, ma guardando meglio si legge: "Amministrazione della
pubblica giustizia - Dipartimento della pubblica accoglienza". Sono
i "Permessi
di soggiorno in nome di Dio"
che ieri, Giornata mondiale del
rifugiato, sono stati
distribuiti nelle piazze di oltre 30 città a centinaia di
stranieri, uomini e donne immigrati in Italia da mesi o da anni,
lavoratori sommersi, stagionali e in nero, senza documenti,
clandestini, invisibili.
L'iniziativa è stata lanciata un mese fa dai quattro missionari comboniani
di Castelvolturno - che già
nel 2003 ne promossero una analoga -, e strada facendo si sono
aggiunti parrocchie e gruppi cattolici di base, le chiese battiste,
ma anche centri sociali, associazioni antirazziste e pacifiste,
comunita' di stranieri in Italia e, in qualche città, la Cgil e i
partiti della sinistra extraparlamentare.
"Con questa
azione abbiamo voluto riaffermare pubblicamente il diritto di ogni
persona ad esistere, a costruire un futuro per sè e per i propri
figli e ad essere rispettata nella sua umanità, nella sua ricerca di vita democratica e
libertà, e abbiamo voluto esprimere la nostra opposizione al
pacchetto sicurezza e alle politiche anti-immigrati del governo",
spiega padre Giorgio
Poletti, dei comboniani di
Castelvolturno: il reato di immigrazione clandestina, la stretta
sui ricongiungimenti e sui matrimoni misti, l'allungamento del
periodo di detenzione nei Cie (Centri di identificazione ed
espulsione) fino a sei mesi, il permesso di soggiorno "a punti" e a
pagamento, i respingimenti in mare verso la Libia e le campagne
stampa contro gli immigrati. Negli ultimi
anni, dicono i comboniani,
"la
situazione è notevolmente peggiorata. L'avvento al governo di
partiti e forze eversive, come la Lega, ha creato un clima razzista
e xenofobo. Stanno giocando
con le nostre paure, con quell'istinto che abbiamo nel più profondo
di proteggerci e di isolarci. Stanno costruendo una società
fondata sulla paura e stanno mettendo i loro eserciti e polizie a
guardia delle nostre false sicurezze. Ma i militari ci servono per fare la guardia
alle nostre paure, per darci l'ennesima illusione di una sicurezza
per pochi". Anche molti cattolici hanno
rinunciato ai valori di giustizia e condivisione, che invece sono
propri della fede cristiana. E
allora permessi di soggiorno "in nome di Dio" - benchè l'iniziativa
non aveva valore confessionale - per ricordare, soprattutto ai
credenti che "Dio sta sempre dalla parte dei piu' deboli e
indifesi".
Manifestazioni si sono svolte in tutta Italia, in oltre 30 città:
cortei, dibattiti, concerti, proiezioni del docu-film Come un uomo
sulla terra, cucina etnica e poi i banchetti con la raccolta di
firme "Io
non respingo" - petizione
nazionale contro i respingimenti promossa dalla rete Fortress
Europe - e quelli dove venivano rilasciati i "Permessi di soggiorno
in nome di Dio".
Ad Agrigento le associazioni sono scese in piazza anche contro gli
arresti di alcuni immigrati ambulanti prima di una manifestazione
lo scorso 10 giugno, giorno dell'arrivo di Gheddafi a Roma; a
Catania c'era l'Anpi; a Modena i "Permessi di soggiorno" sono stati
distribuiti a piazza Mazzini e nel ghetto ebraico; iniziative a
Rosarno e a Reggio Calabria, "contro la caccia all'uomo nero"; a
Siracusa, davanti alla prefettura, dove hanno parlato alcuni "non
ancora italiani"; e poi Cosenza, Lamezia Terme, Ferrara, Torino, la
Lombardia con Lodi, Brescia, Varese, e ancora altre citta'. A
Caserta, con i giovani del Centro sociale Ex canapificio e i
religiosi sacramentini in prima fila insieme alla nutritissima
comunita' dei migranti e dei rifugiati che hanno scritto
"l'emigrazione non deve essere la nuova colonizzazione", i permessi
di soggiorno li ha firmati, sotto un gazebo nella centralissima
corso Trieste, il vescovo della città, monsignor Raffele
Nogaro, che ha chiamato
"direttiva
della vergogna" la recente direttiva sui rimpatri firmata dai Paesi
dell'Unione europea e ha detto: "il meticciato è la nuova
costituzione della famiglia umana".
Fonte:
Adista
Immigrazione
20 Giugno 2009:
Giornata Mondiale del Rifugiato
Iniziativa:
Distribuzione dei Permessi di Soggiorno
in nome di Dio
Missionari
Comboniani di Castelvolturno
Giugno 2003:
Incatenamento alla Questura e Prefettura di Caserta ; Luglio-Agosto
2003: Prima distribuzione dei Permessi di Soggiorno in nome di Dio
in molte città d'Italia.
Ora,
a distanza di 6 anni, la situazione sull'immigrazione è
notevolmente peggiorata. L'avvento al
governo di partiti e forze “eversive”, come la Lega, ha creato
un
clima razzista e xenofobo. Ha fatto
dell'immigrazione il cavallo di battaglia per ottenere voti e così
poter arrivare a Roma. Inoltre ha creato in alcune parti
dell'Italia un
cieco settarismo che ha coinvolto anche il mondo cattolico
che,
nella presunta difesa del territorio, dell'identità e del
passato,
rinuncia a quei valori che sono propri della fede cristiana legati
alla condivisione, alla giustizia, alla sussidiarietà, per
chiudersi così in un egoismo di gruppo e di
territorio.
Questo tipo di chiusura ci fa tornare ai vecchi tempi, quando
l'altro, il pericoloso, era il meridionale. Questi sono meccanismi
profondamente radicati dentro di noi. Fanno parte della nostra
natura e dell'ambiente in cui siamo cresciuti. E' brutto e
pericoloso fare leva sul peggio che c'è dentro di noi, farlo uscire
in superficie e farlo diventare pensiero che abbraccia la maggior
parte della gente e addirittura le istituzioni cattoliche.
In questi anni
la realtà dell'Immigrazione nel nostro paese è peggiorata, il
cammino difficile verso “l'integrazione” diventa sempre più un
sogno. L'immigrazione
per noi è invece la possibilità di un futuro reale. Nella misura in
cui riusciremo a dialogare e a confrontarci, con questa realtà, ci
arricchiremo, non solo da un punto di vista economico - per le
capacità lavorative degli immigrati - ma soprattutto ci
arricchiremo culturalmente - per la ricchezza dei valori religiosi
e sociali presentati dalle altre religioni e culture - diventando
così non solo una sfida, ma una ricchezza. Un mondo sta
crollando e ci trova impreparati e chiusi a nuove possibilità.
Cambierà il nostro mondo religioso, che dovrà confrontarsi con gli
altri rinnovando e irrobustendo così la nostra fede. E' un nuovo
modo di vivere la cittadinanza che dobbiamo abbracciare. Dobbiamo
imparare a vivere in pace sapendo che
il destino degli immigrati è anche il nostro. Oggi li
rifiutiamo e li respingiamo nella nostra terra, dimenticando che
noi siamo presenti nella loro terra molto spesso come coloro che
sfruttano le loro ricchezze economiche, derubandoli, e corrompendo
governi per impossessarsi di materie prime. Quindi, non si stratta
solamente di un problema di carità o di bontà, ma di giustizia e
condivisione. Per questi motivi e per questi valori ancora
una volta
proponiamo la distribuzione dei Permessi di Soggiorno in nome di
Dio per tutte le città d'Italia. Fino ad oggi,
sono già molto numerose le città che hanno aderito concretamente e
non solo virtualmente all'iniziativa. Continuiamo con entusiasmo a
lavorare affinché il 20 Giugno 2009 non solo la giornata per …, ma
un rinnovato impegno a favore degli immigrati.
Alcune indicazioni sulle modalità di attuazione dell'iniziativa:
- Molte sono state le
adesioni sia virtuali che reali. Preghiamo di confermare la vostra
adesione per poter completare la lista delle adesioni. Per chi non
l'avesse ancora ricevuto richiedere il
fac-simile del Permesso di Soggiorno in nome di Dio da
distribuire (invio via
email). - In alcune città ci
sono varie associazioni che si impegneranno per questa attività.
Noi le invitiamo a lavorare insieme, sebbene crediamo che deve
anche esistere la massima libertà nel poter organizzare i vari
eventi (banchetti, marce, incontri...) nella stessa città
promossi e gestiti dalle varie organizzazioni.
- Ogni associazione deve
sentire di gestire e esprimersi come meglio può per poter
raggiungere e coinvolgere un maggior numero di persone.
- Vi invitiamo a consultare il
nostro sito per aggiornamenti
www.neroebianco.org -
Siamo a vostra disposizione per qualsiasi informazione e
suggerimenti perché questo evento si costruisce con la
collaborazione di tutti voi.
Missionari Comboniani di Castelvolturno
Fonte:
www.neroebianco.org
Respingimenti umani
Non c’era posto per loro
Come nel Vangelo di Luca, per i nostri governanti,
non c’è posto per gli stranieri. Scelte vergognose
e anticristiane quelle governative sui
migranti.

Immigrati
su gommone
Fonte: www.panorama.it
Renato Sacco
Sarà un caso. Ma proprio mentre il Papa era a Betlemme – ieri (13
maggio) – e risuonavano le parole del Vangelo di Luca
“non c’era posto per loro nell’albergo”, in Italia
risuonavano le parole di Bossi
“cominciamo a respingere, dopo si vede...”, parlando con i
giornalisti a proposito delle critiche dell’ONU sui
respingimenti dei barconi di immigrati, e mentre alla
Camera si votava la fiducia sui maxiemendamenti al ddl sicurezza.
Sarà un caso, ma fa davvero pensare e fa venire i brividi alla
schiena ascoltare le parole di alcuni esponenti della maggioranza,
a cominciare dal capo del Governo:
loro sanno che sui barconi non ci sono richiedenti asilo
politico. Loro,
arroccati nel loro potere, ormai in campagna elettorale sulla pelle
dei poveri. Cosa non fa la sete di potere!!
E questi sono i difensori delle ‘radici e dei valori cristiani’. È
una vergogna! È una bestemmia!! Alcune loro
affermazioni andrebbero coperte con il classico ‘bip’ che copre le
parolacce in Tv. Ma anche ai tempi di Maria e Giuseppe, qualcun
altro era arroccato nel suo palazzo di potere... e per lui la vita
degli altri, piccoli o grandi, non contava poi molto, stando ai
Vangeli. “I muri possono essere abbattuti. Innanzitutto però
è necessario rimuovere i muri che costruiamo contro il
prossimo”, risuona ancora
la voce del Papa, tra i profughi palestinesi, accanto a quel muro
di separazione alto 8 metri e lungo oltre 700 km.
Può aiutare – a non lasciare tutto al caso, a non guardare
distratti o rassegnati a quanto succede, a non accettare i muri
anche di casa nostra – il testo del consiglio nazionale di Pax
Christi
Ero straniero e mi avete accolto. Può aiutare a
riflettere e ad agire... per evitare che anche dentro di noi
crescano muri. È vero, forse i muri non crollano da soli, ma si
possono abbattere.
Fonte:
Mosaico di pace
Respingimento in Libia degli immigrati
"La Repubblica
riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo"
(articolo 2 della Costituzione Italiana)
Illegale
e vergognoso il respingimento
in Libia degli immigrati
Non era mai
successo che il Ministro dell'Interno si vantasse pubblicamente di
aver attuato ("per la prima volta") un respingimento senza
identificazione, in aperta violazione della Convenzione di Ginevra
del 1954 oltre che della Costituzione Italiana. Ferma condanna di
PeaceLink.

Alessandro
Marescotti
E'
la prima volta che accade in Italia. Lo afferma lo stesso Maroni:
"Vorrei confermare una notizia che è apparsa oggi e che è davvero
molto importante perché rappresenta una svolta nel contrasto
all'immigrazione clandestina: per la prima volta nella storia siamo
riusciti a rimandare direttamente in Libia i clandestini che
abbiamo trovato ieri in mare su tre barconi. Non è mai successo,
fino ad ora dovevamo prenderli, identificarli e rimandarli nelle
nazioni di origine. Per la prima volta la Libia ha accettato di
prendere cittadini extracomunitari che non sono libici ma che sono
partiti dalle coste libiche". (1)
La cosa paradossale è che il ministro Maroni entra in contrasto con
la stessa Polizia di Stato che nel suo sito web ha pubblicato una
pagina sul diritto di asilo in cui si legge: "In base alla
Convenzione di Ginevra, la richiesta di asilo politico, può essere
presentata dal cittadino straniero all'ufficio di polizia di
frontiera, al momento dell'ingresso in Italia".
(2)

Roberto
Maroni
- www.blognotizie.com
Il Ministro
degli Interni Maroni invece, violando la Convenzione di Ginevra, si
vanta di respingere in Libia gli immigrati.
Vorremmo ricordare che in passato vi è stato un bombardamento,
sempre di quelli "umanitari", dei caccia Usa contro di "dittatore
Gheddafi", che ora invece è nostro alleato nella "pulizia" delle
coste.
Vorremmo ricordare che, sempre per ragioni "umanitarie", andiamo a
sparare e bombardare in Afghanistan. Per "ridare i diritti umani"
agli afghani.
Ora tutta questa messa in scena diventa patetica, oltre che
disgustosa. Esibiamo intenti di redenzione dell'umanità con
missioni militari all'estero per poi mostrare un assoluto dispregio
dei diritti degli uomini che si avvicinano alle nostre coste
fuggendo dalla miseria e dalle dittature. E offriamo nelle mani di
un dittatore coloro di cui ci vogliamo sbarazzare.
Catalogare come "clandestini" quei migranti che fuggono da violenze
o persecuzioni è ridicolo: come fuggivano gli ebrei dal nazismo se
non clandestinamente?
Con ministri come Maroni "clandestino" rischia di diventare in
Italia il senso della legalità e della solidarietà.
Concludiamo, per i ragazzi che ci stanno leggendo, queste semplici
informazioni che potete trovare sulla Wikipedia.
"Hanno diritto di asilo i "rifugiati". Quello di "rifugiato" è uno
status riconosciuto, secondo il diritto internazionale (art. 1
della Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati del
1954), a chiunque si trovi al di fuori del proprio paese e non
possa ritornarvi a causa del fondato timore di subire violenze o
persecuzioni. Il riconoscimento di tale status giuridico è attuato
dai governi che hanno firmato specifici accordi con le Nazioni
Unite, o dall’UNHCR secondo la definizione contenuta nello statuto
dell’Alto Commissariato". (3)
C'è un governo che fa affidamento su chi ignora queste cose.
PeaceLink fa affidamento su chi le conosce e vuole che i diritti
umani vivano nel cuore delle persone. Perché se si spegne il senso
della solidarietà e dell'indignazione muore il futuro.
Alessandro Marescotti
Presidente di PeaceLink
http://www.peacelink.it
(1)
http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.3287347037
(2)
http://poliziadistato.it/articolo/212-Richiesta_di_asilo_politico
(3)
http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_asilo
Note:
Immigrati,
Fassino: Non è procedura irregolare
Sulla questione dei respingimenti alle frontiere è intervenuto l'ex
segretario e ministro del Pd Fassino, per dire che "è un'azione
legittima di contrasto dell'immigrazione clandestina, praticato
anche durante il governo di centrosinistra". Certo, ha aggiunto,
bisognerebbe fare una distinzione per chi ha diritto a chiedere
asilo politico ma nella pratica si tratterebbe di una procedura
"molto complessa e molto difficile da gestire". Fonte: Giornale
Radio RAI 8/5/2009
http://www.radio.rai.it/grr/view.cfm?V_IDNOTIZIA=51340&Q_PROG_ID=421&Tematica=5
Appello dei missionari comboniani
"Non molesterai
il forestiero né lo opprimerai perché voi siete stati forestieri in
terra di Egitto” (Esodo, 22,20)
Immigrazione:
Chiesa mettiti in gioco
Appello di
Alex Zanotelli e dei missionari comboniani al mondo missionario,
alla Cei e alle chiese per chiedere la disobbedienza civile alle
leggi razziste previste nel pacchetto sicurezza che instaurano in
Italia una legislazione da apartheid.
Alex
Zanotelli
Noi missionari/e
sentiamo il dovere di reagire e protestare contro la strage in atto
nel Mediterraneo e le
leggi razziste contro gli immigrati che arrivano sulle nostre
coste. È una tragedia
questa, che non ci può lasciare indifferenti: migliaia e migliaia
di africani che tentano di attraversare il Mare nostrum per
arrivare nell’agognato "Eden". Un viaggio che spesso si conclude
tragicamente. Dal 2002 al 2008 sono morti, in maggioranza scomparsi
in mare,
42 mila persone, secondo la
ricerca condotta a Lampedusa da Giampaolo Visetti, giornalista di
La Repubblica. Trecento persone al giorno! Il più grande massacro
europeo dopo la II Guerra Mondiale che si consuma sotto i nostri
occhi.
E qual è la risposta del governo?
Chiudere le frontiere e bloccare questa
"invasione". E per questo
il "nostro" governo ha stipulato
accordi con la Libia e la Tunisia. Il 5 gennaio
2009 infatti il Senato ha approvato il Trattato con il governo
libico di Gheddafi per impedire che le cosiddette carrette del mare
arrivino a Lampedusa.
Com’è possibile firmare un trattato con un paese come la Libia che
tratta in maniera così vergognosa gli immigrati in casa
propria? Il 27 gennaio
2009 il ministro Maroni si è incontrato con il ministro degli
Interni tunisino per la stessa ragione. Il regime di Ben Ali in
Tunisia non è meno dittatoriale di quello libico. Questi tentativi
italiani per bloccare l’immigrazione clandestina, sono sostenuti
dal Frontex, l’Agenzia Europea per la difesa dei confini, che ha
ricevuto oltre 22 milioni di euro per tali operazioni.
Ci dimentichiamo però che
questa pressione migratoria è dovuta alla tormentata situazione
africana, in particolare
dell’Africa Centrale e Orientale. Le
situazioni di miseria e oppressione, le guerre troppo spesso
dimenticate dell’Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan, Ciad sospingono
migliaia di persone a fuggire attraverso il deserto
per
arrivare in Tunisia e Libia dove sono trattate come schiavi: lunghi
anni di lavoro in nero per ottenere i soldi per la grande
traversata (soldi che andranno alle mafie). E se riusciranno
(pagando 3-4000 euro) ad attraversare il Mediterraneo ed arrivare a
Lampedusa, verranno rinchiusi in un vero e proprio campo di
concentramento, il Centro di “accoglienza” trasformato il 24
gennaio in Cie (Centro di identificazione ed espulsione): un vero
lager che può ospitare 900 persone ed invece ne contiene 1900! Di
qui le drammatiche rivolte di questi giorni con i tentati suicidi
di parecchi tunisini che non vogliono essere rimpatriati perché
sanno quello che li attende.
Tutto questo grazie alla solerzia del nostro ministro Maroni che ha
detto che bisogna essere «cattivi» con gli immigrati. E il suo
Pacchetto Sicurezza è la «cattiveria trasformata in legge», come
afferma il settimanale Famiglia Cristiana. Infatti
nel Pacchetto Sicurezza il clandestino è dichiarato
criminale. Una
legislazione questa che ha trovato un terreno fertile, preparato da
un
crescente razzismo della società italiana (così ben
espresso dalla Lega!) e da una legislazione che va dalla
Turco-Napolitano (l’idea dei Centri di permanenza temporanea)
all’immorale e non-costituzionale Bossi-Fini, che non riconosce
l’immigrato come soggetto di diritto, ma come forza lavoro pagata a
basso prezzo, da rispedire al mittente quando non ci serve
più.
La legge infatti prevede, fra le altre cose,
la possibilità che i medici denuncino i clandestini
ammalati, la tassa sul
permesso di soggiorno (dagli 80 ai 200 euro!),
le "ronde", il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui
ricongiungimenti familiari e i matrimoni misti, il carcere fino a 4
anni per gli irregolari che non rispettano l’ordine di
espulsione. Maroni ha pure
deciso di costruire una decina di Centri di identificazione e di
espulsione, ove saranno rinchiusi fino a 6 mesi i
clandestini.
Questa è una legislazione da apartheid: il risultato
di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla
gogna lavavetri, ambulanti, Rom e mendicanti. È una cultura
xenofoba e razzista che ci sta portando nel baratro dell’esclusione
e dell’apartheid. Tutto questo immemori di essere stati noi
“forestieri in terra di Egitto” quando così tanti italiani oltre al
doloroso distacco dalla propria terra, hanno sperimentato
l’emarginazione, il disprezzo e l’oppressione.
Per questo noi
chiediamo:
ai
missionari/e, religiosi/e, laici/che impegnati con il Sud del
mondo: - di
schierarsi dalla parte degli immigrati contro una «politica miope e
xenofoba» e che fa
«precipitare l’Italia, unico paese occidentale, verso il baratro di
leggi razziali», come afferma Famiglia Cristiana. - di organizzare
una processione penitenziale, per chiedere perdono a Dio e ai
fratelli migranti per il razzismo, la xenofobia, la caccia al
musulmano che, come forza diabolica, sono entrate nel corpo
politico di questa Italia.
alla
Conferenza Episcopale Italiana: - di
chiedere la disobbedienza civile a queste leggi
razziste. È quanto ha
fatto nel 2006, in situazioni analoghe, il cardinale R. Mahoney di
Los Angeles, California, che ha chiesto nell’omelia del mercoledì
delle Ceneri a tutti i cattolici americani di servire tutti gli
immigrati, anche quelli clandestini.
alla
Chiesa cattolica in Italia e alle altre Chiese: di riprendere
l’antica pratica biblica, accolta e praticata anche dalle comunità
cristiane di
fare del tempio il luogo di rifugio per avere salva la
vita, come indicato
nel libro dei Numeri 35,10-12. Su questa base biblica negli anni
’80, negli USA, nacque il Sanctuary Movement che oggi viene
rilanciato.
Come missionari/e facciamo nostro l’appello degli antropologi
italiani: "Quell’antropologia impegnata dalla promessa di ampliare
gli orizzonti di ciò che dobbiamo considerare umano deve denunciare
il ripiegamento autoritario, razzista, irrazionale e liberticida
che sta minando le basi della coesistenza civile nel nostro paese,
e che rischia di svuotare dall’interno le garanzie costituzionali
erette 60 anni fa, contro il ritorno di un fascismo che rivelò se
stesso nelle leggi razziali. Forse anche allora, in molti pensarono
che no si sarebbe osato tanto: oggi abbiamo il dovere di non
ripetere quell’errore".
Viviamo un tempo difficile, ma carico di speranza nella misura in
cui siamo capaci di mettere in gioco la nostra vita per la
Vita.
Napoli, 9 marzo 2009
Comunità Comboniana - Rione Sanita (Napoli) Alex Zanotelli e
Domenico Guarino Casa Rut – Suore Orsoline, Caserta Casa Zaccheo –
Padri Sacramentini, Caserta Missionarie Comboniane – Torre
Annunziata (Napoli)
Per adesioni cliccare su
http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=11879&.IDCategoria=108
Aderiscono
:
padre Fernando Zolli (comboniano), Giovani impegno missionario
Napoli, Nigrizia, Centro Comunicazione Combonifem, don Roberto
Pasetti, Comitato Caserta città di pace, don Giorgio A. Pisano,
padre Guido Grilli, Comunità Michea alla Sanità (Napoli), don
Carmine Miccoli, Kenda Onlus - Cooperazione tra i Popoli,
Coordinamento per la legalità e la giustizia di Bari, gruppo Africa
Sport Bao Bab di Berlino, don Angelo Cassano, Roberta
Angeleri,Carla Angeleri, Todaro Sara, p. Sébastien Sasa,
Associaziole Millevoci Fano, Luciano Pegoraro, Mangonza Bitumba,
Fausto Inverardi, Gelato Laura, Cecilia Nicolai, Stefania Palmieri,
don Antonio Ferri, Fr. Enrico, Francesco Viola, Angela Gramazio.
Casa per la nonviolenza - Centro Gandhi Onlus (San Ferdinando di
Puglia).
Fonte:
www.nigrizia,it
Alex Zanotelli
UN "PACCHETTO SICUREZZA"
IMMORALE E INCOSTITUZIONALE
Quello che
sta avvenendo sotto i nostri occhi, quello che viene deciso dal
Parlamento in nostro nome, è semplicemente immorale e
incostituzionale. Se queste diventassero leggi, saremo tutti
chiamati alla disobbedienza civile perche' leggi immorali e
incostituzionali.

Alex
Zanotelli
Quello
che sta avvenendo sotto i nostri occhi, quello che viene deciso dal
Parlamento in nostro nome, è semplicemente immorale e
incostituzionale.
Cito solo tre esempi del "Pacchetto sicurezza": 1) "clandestino"
uguale criminale; 2) il medico può segnalare il "clandestino"
malato alla polizia; 3) la madre "clandestina" non può fare un atto
civile, come quello di riconoscere il proprio figlio alla
nascita.
Se queste diventassero leggi, saremo tutti chiamati alla
disobbedienza civile perchè leggi immorali e
incostituzionali.




