ISLAM
Dal 6
all'8 luglio, la protesta iraniana contro il voto darà vita
all'astensione dal lavoro. Ma lo farà rispettando tempi e modi
della legge. I centri di raccolta saranno le
moschee.
"Etekaf", lo
sciopero islamico Così ci fermeremo secondo le
regole
Gli scioperanti digiuneranno dall'alba al tramonto come durante il
Ramadan

Un manifesto con il volto di Neda
con l'annuncio dello sciopero generale
FATEMEH
KARIMI
Fatemeh Karimi è una studentessa iraniana
che, come tanti altri, sta vivendo questi giorni di paura, rabbia
ed emozioni. Giorno per giorno, riferisce sul nostro sito quello
che vede e sente, quello che vedono e sentono i suoi amici. Fatemeh
scrive anche sul sito "AgendaComunicazione.it"
che da tempo si occupa dei temi
dell'informazione e che dà molta attenzione alla vicenda
iraniana.
TEHERAN - Non è facile fare uscire questi pensieri e
queste notizie, non è facile nemmeno comunicare tra noi. Non è
opportuno uscire di casa: ci sono guardie armate ovunque. Si cerca
chiunque abbia anche solo l'aspetto di essere potenzialmente un
nemico del regime. Il rischio è di essere coinvolti in sparatorie o
pestaggi. Bisogna stare attenti a tenere in mano il proprio
telefonino oppure una macchina fotografica.
Lo sciopero
islamico. Ieri, dopo la
pubblicazione nel web del nono comunicato del nostro Presidente
Mira Hossein Mousavi, tra gli amici rincuorati, è iniziato il
dibattito - di persona e attraverso i blog - sul programma dei
prossimi giorni.
Mi sono esaltata sia per il comunicato sia per le affermazioni di
sdegno dell'ex presidente Mohhamad Khatami. Ci hanno dato nuove
speranze e nuove energie per continuare nonostante tutte le
repressioni e le brutalità che stanno compiendo in questi giorni di
sangue.
Alla fine, vista la difficoltà di manifestare per le strade, si è
deciso di organizzare, l'Etekaf, lo sciopero verde islamico, in
tutto l'Iran nei giorni consentiti dalla legge islamica dal 15 al
17 Tir, secondo il calendario persiano e dal 13 al 15 del mese di
Rajab per quello arabo (dal 6 all'8 luglio per il vostro). "Ogni
azione non deve essere contro le leggi islamiche": questo dobbiamo
ricordarci. Quindi i giorni consentiti per lo sciopero sono gli
ultimi dieci del mese del Ramadan e quelli "bianchi" del mese di
Rajab: così non infrangiamo né il diritto Coranico né le leggi
della Repubblica .
Dunque la protesta va avanti con le manifestazioni indette per
giovedì 2 (oggi) e 9 luglio. Cosa faremo? Oltre a gridare "Allaho
Akbar" tutte le sere dai tetti delle case, scriveremo sulle
banconote, ritireremo i soldi e chiuderemo i nostri conti nelle
banche statali, inoltre continueremo il boicottaggio dei prodotti
pubblicizzati dalle Tv di stato.
Lo "sciopero islamico" si attua con precise modalità, anche perché,
così, non può essere vietato. I partecipanti devono fermarsi dalle
loro attività quotidiane e quindi non vanno a lavorare. L'Etekaf
deve avere dietro un pensiero (fioretto) preciso, con un fine
predeterminato. Gli scioperanti si recano nelle moschee che
diventano, così, il centro dello sciopero. In questo caso il
comunicato raccomanda di andare al Mausoleo dell'Imam Khomeini,
oltre che in tutte le altre moschee del Paese.
L'Etekaf non deve durare meno di tre giorni e i partecipanti non
devono lasciare la propria postazione nella moschea scelta: si può
anche partecipare restando a casa. L'importante è astenersi dalle
attività e pensare all'obiettivo dello sciopero.
I partecipanti devono inoltre digiunare durante i tre giorni come
nel mese di Ramadan, perciò non si deve bere e mangiare dall'alba
al tramonto.
Questa è stata una grande idea secondo me, molto intelligente,
visto che ci consente di protestare legalmente, rimanendo in quel
"rispetto delle regole" più volte affermato dal nostro Presidente
Mir Hossein Mousavi.
Picchiato perché aveva la
macchina fotografica. Un mio
caro amico, assieme ad altri suoi amici, stava passeggiando e aveva
una piccola macchina fotografica in mano: non stava scattando, non
stava facendo niente. Senza alcun motivo, un gruppo di poliziotti,
lui non ricorda bene chi fossero, li ha inseguiti: gli altri sono
riusciti a scappare, ma lui è stato preso. Lo hanno massacrato di
botte. In qualche modo è arrivato in ospedale, gli hanno fatto una
Tac al cranio. Ha la schiena distrutta dalle manganellate, ma
quando l'ho chiamato mi ha detto che continuerà a partecipare alle
manifestazioni e che con questo non l'hanno intimidito.
Mi piange il cuore e mi chiedo il perché: non siamo giovani anche
noi? Perché non abbiamo il diritto di un'esistenza normale come
tanti altri? Questa non è vita, ormai qualcosa si è spezzato per
sempre, non riusciranno più a farci stare buoni come vogliono
loro.
In qualsiasi modo inventandoci forme di protesta continueremo la
nostra protesta pacifica. Da ieri si possono utilizzare nuovamente
gli sms: hanno levato il filtro, ma noi non vogliamo più usarli per
creare un danno economico al governo; ma sul web qualcuno ha
proposto invece di utilizzarli per una nuova forma di protesta: su
questo ho scritto un nuovo articolo per l'Agenda
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