Lettere
Lettera aperta a Vittorio Arrigoni
pacifista italiano
Lettera aperta a
Vittorio Arrigoni, pacifista italiano,
volontario in Palestina: testimonianza concreta di attivismo
nonviolento.

foto: Vittorio
Arrigoni
Caro Vittorio,
spero tu possa leggere questa mia lettera, anche se, dove sei,
tutte le tue energie vengono impiegate per “qualcosa” di più
importante.
Da molto tempo avevo in animo il desiderio di scriverti. Tante
volte ho iniziato, tante volte ho desistito: ero spaventata,
confusa e disorientata. Ora, anche se dovrò riconciliarmi con Dio,
sento di poter comunicare,con animo più sereno, ciò che è accaduto
nella mia coscienza. Il 18 gennaio, insieme ai bombardamenti
israeliani, sono cessate tutte le battaglie estenuanti del mio
cuore.
Mi sono salvata dal pericolo dell’informazione imbavagliata grazie
all’esistenza del tuo blog. Dal 27 dicembre tutta la stampa
prezzolata ha vomitato nella nostra mente frasi e commenti che
avrebbero dovuto raccontarci la guerra tra Israele e Palestina.
Niente di così evocativo, giusto il tanto che basta per far
accapponare la pelle, sventolare bandiere e scuotere la testa in
segno di disapprovazione. Amen, alla fine della messa tutti a casa
, al tepore, al sicuro, lontano dai fragori di un mondo che non ci
appartiene. Io, questo mondo lontano, l’ho vissuto per settimane
direttamente sulla mia pelle. Ogni giorno mi collegavo al tuo blog,
ogni giorno guardavo impietrita le immagini di bimbi maciullati e
oltraggiati dalle armi israeliane, ogni giorno leggevo il resoconto
dettagliato di tutto quello che accadeva a Gaza, il conto dei
morti, dei feriti, delle case rase al suolo, della ferocia dei
soldati e della disperazione dei volontari. Attraverso la tua
testimonianza, la parola “popolo palestinese“ ha perso la
connotazione di un concetto astratto per assumere i contorni di una
moltitudine di gente: persone,come me, fatte di carne e ossa, cuore
e desideri.
La tua non è mai stata una cronaca di guerra, ogni tuo racconto era
il brandello di una vita, ogni tuo accenno era il misero e dolente
quotidiano di un essere umano. Tutto questo ha innescato in me un
potente e devastante processo di empatia. E’ accaduto
l’inevitabile: in me, giorno dopo giorno, nell’intimo più recondito
della mia coscienza, è sedimentato tutto il dolore di un popolo
alla deriva, dimenticato dagli uomini e da Dio.
Disorientata,confusa e spaventata ho pianto tutte le lacrime che
potevo, le più copiose e le più amare della mia vita. Ho pianto per
tutti i sorrisi spenti e le corse interrotte dei bimbi di Gaza, per
i cuori innamorati senza più speranza, per le anime stanche, per le
amicizie disperse, per le partenze senza ritorno. Ho iniziato un
viaggio che velocemente, in una folle corsa, mi ha portata ad un
traguardo che mai avrei pensato di raggiungere: la scoperta di un
processo di “disumanizzazione” in un popolo che opprime e la
vergognosa compiacenza dei governi mondiali.
L’equivalente delle nostre vite? Fiumi di denaro, potere economico,
prestigio politico, tutto magistralmente gestito dalle grandi
potenze e ambito, seppur nelle briciole, dalle piccole realtà
governative. Il massacro a Gaza è stato possibile grazie alla
complicità vile e indegna delle Nazioni Unite, dell’Europa tutta,
dei paesi arabi. Nel silenzio e nell’astensione delle comunità
internazionali è iscritto per sempre il fallimento dell’intera
umanità.
E’ stato necessario tutto l’amore del mio compagno di vita, la
forza del mio senso critico e il coraggio del mio spirito indomito
per non perdere per sempre il senso della vita. In questi istanti,
mentre il popolo di Gaza sta faticosamente ricostruendo dalle
macerie, io sto faticosamente rimettendo in piedi la volontà di non
cedere mai più a sentimenti sterili come l’odio e il risentimento.
Dal buio di questi giorni è emersa una sola ed unica certezza: un
rinnovato impegno personale, attivo, possente, incisivo e
dirompente come solo può essere la forza dell’amore e della non
violenza. Se guardo oltre, scorgo il lavoro di tanta gente che sta
lottando per la pace nel mondo con la sola arma del pacifismo
attivo. Non vedo altre strade da percorrere, altre soluzioni
possibili. Noi , popolo degli indifferenti, siamo a milioni, basta
un no, reiterato con forza, da ognuno, per liberarci
definitivamente dal giogo infernale dei nostri governanti.
Non c’è niente al mondo che possa essere barattato con la vita di
un essere umano, non esiste nessun motivo che possa giustificare lo
sterminio di gente innocente, nessun uomo potrà mai arrogarsi il
diritto di stabilire quale popolo odiare o quale popolo osannare.
Quanta forza, quanto coraggio, quanto amore sono racchiusi
nell’impegno che profondi in Palestina? Dal tuo blog, con veemenza,
denunci l’indegna oppressione di Israele, ma mai hai scagliato una
parola di odio contro la sua popolazione. Non c’è differenza fra le
vittime e gli assassini. La pietà abbraccia chiunque cade vittima
della violenza. Non può più vivere in armonia con se stesso chi
ordina un eccidio per mero interesse politico, non potrà più alzare
la testa in segno di vittoria chi ha puntato un arma contro un
essere inerme, nessuna preghiera potrà elevarsi pura a Dio se chi
la pronuncia ha ancora le mani lorde di sangue. Ho fotocopiato gli
articoli che come corrispondente di guerra scrivevi sul Manifesto
(chi ha detto che l’informazione vera è morta?), disseminandoli
ovunque. Ho aderito, ad una campagna tutta mia e personale, al
boicottaggio dei prodotti Israeliani. Oggi divulgherò il contenuto
di questa mia lettera. Credo sia dovere di ognuno di noi
contribuire a quella che un amico impegnato ha definito “resistenza
culturale”, diffondendo il seme del risveglio, la curiosità
all’informazione corretta, spronando l’anima alla ricerca della
pace e della non violenza attiva. Mai più, dovremo lasciare
l’ultima parola ai potentati economici, ai criminali legittimati e
ai governi razzisti. A proposito di questo, riusciremo mai a farci
perdonare dall’umana collettività i deliri e le ossessioni xenofobe
del nostro ministro degli interni?
A coloro che decidono di rientrare in un mondo “umano” la chiave di
accesso al tuo blog: guerrillaradio.iobloggo.com.
Al mio compagno, che mi ha sostenuto in questo periodo di
sbandamento, e a te Vittorio, va il dono di questa mia meravigliosa
opportunità di crescita. Restiamo umani.
Lucia
D’augelli
(Casa per la nonviolenza, associazione di ispirazione
gandhiana)
San Severo
www.ilgridodeipoveri.it

