Diritti umani
Nessuno
Tocchi Caino presenta il Rapporto annuale: in 46 Paesi pratica
consueta Nella black list Iran e Arabia Saudita. Napolitano:
"Italia in prima fila per l'abolizione"
Pena
di morte, 5.700 esecuzioni "La Cina resta un
paese-boia"

Il
lettino nella "camera della morte" per l'iniezione
letale
Novantasei Paesi l'hanno
cancellata ma in altri 46 resta una pratica consueta. Il boia ha
ucciso 5.700 condannati l'anno scorso; il 90% delle esecuzioni sono
state eseguite in Cina, ma la Fondazione Dui Hua, diretta da John
Kamm, un ex dirigente d'affari che si è votato alla difesa dei
diritti umani, ha stimato che "il numero delle esecuzioni nel suo
Paese si è tristemente avvicinato a 7.000". E poi c'è l'Iran con
346 esecuzioni e l'Arabia Saudita con 102 decapitati. Neppure
l'Europa è totalmente libera dalla pena di morte: anche dopo la
fine dell'Unione Sovietica, la pena di morte continua ad essere
applicata in Bielorussia.
"51 Paesi
abbandonano la pena di morte". Nessuno Tocchi Caino,
l'associazione internazionale che si batte da più di 15 anni per
l'abolizione della pena di morte, ha pubblicato il rapporto annuale
sulle esecuzioni capitali nel mondo: "Dal 1993, da quando Nessuno
Tocchi Caino ha preso vita, ben 51 Paesi hanno abbandonato la
pratica della pena di morte.
Quattordici di questi lo hanno fatto negli ultimi due anni, dopo la
Moratoria del
18 dicembre 2007, proposta dall'Italia e approvata
dall'Assemblea generale delle Nazioni unite".
Napolitano: "Mi
unisco a battaglia abolizionista". Alla battaglia abolizionista si è
unito anche il presidente Giorgio Napolitano, che ha espresso
apprezzamento per l'opera dell'associazione Nessuno Tocchi Caino:
"L'italia è da sempre in prima fila contro la pena di morte", ha
detto il Capo dello Stato ed è "un dovere continuare a battersi per
l'inviolabilità della vita e contro la cultura della morte" .
La Cina in testa
alla black list.
Cala il numero dei condannati a morte: dai 5.851 nel 2007, ai 5.727
l'anno successivo. Ma resta una piaga in Cina: 5.000 esecuzioni
capitali in un anno, un numero impressionante che da solo copre il
90% del totale mondiale di esecuzioni, eppure è inferiore a quello
registrato dodici mesi fa quando alla pena di morte furono
condannate 782 persone in più. Capita perché, dal primo gennaio
2007, è entrata ogni condanna a morte deve essere rivista dalla
Corte suprema, la quale ha già annullato il 15% delle
condanne.
Condannati gli
oppositori politici in Iran. Dietro la Cina, nella black
list, c'è l'Iran: 346 esecuzioni nel 2008, ma il numero non è
ufficiale perché le autorità non forniscono statistiche ed è voce
comune tra le organizzazioni umanitarie che le pene di morte
eseguite siano molte di più. Impiccati, fucilati o chiusi in un
sacco e gettati giù da una rupe: la Sharia in Iran si concentra sui
membri delle minoranze religiose e degli oppositori politici.
Esecuzioni fuori
le moschee in Arabia. La decapitazione in pubblico è
invece la pena a cui sono condannati in Arabia, il primo Paese per
percentuale di condannati a morte sulla popolazione. Nei cortili
fuori dalle moschee, dopo la preghiera del venerdì, almeno 102
condannati sono stati giustiziati, compresi tre minorenni.
Negli Usa cala il
numero dei condannati. "Solo" 111 condannati a morte
negli Usa, il numero più basso da quando la pena di morte è stata
reintrodotta nel 1976. Secondo il Rapporto, il record negativo di
esecuzioni è stato generato dalla moratoria de facto. L'altro fatto
importante, secondo nessuno Tocchi Caino, è stato, il 18 marzo di
quest'anno, l'abolizione della pena di morte nel New Mexico, la
seconda abolizione registrata negli Usa in oltre quarant'anni, dopo
quella in New Jersey del dicembre 2007. E proprio al governatore
Bill Richardson e alla parlamentare Gail Chasey del New Mexico è
stato consegnato il premio "L'Abolizionista dell'anno 2009",
promosso dall'associazione per segnalare le personalità che più di
altre si sono impegnate sul fronte della moratoria delle esecuzioni
capitali.
Fonte:
www.repubblica.it"
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