Appello degli studenti di Scienze per la Pace
Non c'è PACE
all'Università di Pisa!
Scienze per la Pace di Pisa è l'unico corso di peace studies attivo
in
Italia. E oggi chiede aiuto. L'attacco alla cultura e
all'Università
pubblica portato avanti dagli ultimi governi, contro il quale
abbiamo tutti insieme fatto sentire il nostro dissenso
nell'ultimo
anno, sta mietendo le prime vittime. La volontà politica è quella
di
mettere in difficoltà il mondo dell'Istruzione, ridurlo spalle
al
muro, costretto ad accettare qualsiasi imposizione per
sopravvivere. I numeri dicono questo: ogni Facoltà può aprire
un
numero di corsi in relazione ai suoi docenti, e questo
rapporto
viene continuamente ristretto. Serve una garanzia di docenti
sempre più ampia, per ogni corso, per ogni curriculum, in base
al
numero di iscritti. E al fianco di questo, il blocco delle
assunzioni
come strozzatura. Con le stesse docenze si può fare sempre
meno. Alcune Facoltà saranno costrette a inserire il numero
chiuso e cancellare corsi di studi (per parametri puramente
numerici, badate bene! Altro che merito!). I corsi
interfacoltà,
come il nostro, sono i primi a dover chiudere, poiché le
Facoltà
concedono sempre meno professori per garantire altri corsi.
Non
possiamo rimanere silenti di fronte a questi ciechi colpi di
scure.
La nostra voce si alza per protestare ancora una volta contro
le
politiche ministeriali, per far sentire l'importanza e la dignità
dei
nostri studi, per combattere contro la definitiva esclusione
della
parola Pace dall'Università italiana.
Firma la petizione online!
http://www.petitiononline.com/savesplp/petition.html
Contattaci: salvascienzeperlapace@gmail.com
Gli studenti di Scienze per la Pace
MARIA MONTESSORI
ALDO CAPITINI
E LE SCIENZE PER LA PACE
ALL’UNIVERSITA’ DI PISA
UNA RISPOSTA ALL’APPELLO DEGLI
STUDENTI
Sembra singolare e
non consono ai nostri tempi, in cui è così vivo il culto della
“specializzazione”, che io sia chiamata a parlare della pace; della
pace che, se fosse elevata a disciplina, nessuna ve ne sarebbe di
più alta, poiché da essa dipende la vita stessa del popolo e forse
il progredire o lo sparire di tutta quanta la nostra civiltà.
E’ singolare infatti che non esista una scienza della pace
sviluppata almeno nei suoi caratteri esterni, come quella della
guerra, per quanto si riferisce agli armamenti e alla
strategia.
Per quel che riguarda la pace, non esiste neppure uno di quegli
sforzi ordinati e costanti di ricerca che si chiamano scienza;
anzi, tra gli infiniti concetti, che pure arricchiscono le nostre
conoscenze, manca il concetto stesso della
pace.
MARIA
MONTESSORI, “La pace”, al Bureau International d’éducation,
Ginevra, 1932 (in Maria Montessori, Educazione e pace, Garzanti, 1970, pp.3,4)
LA PAROLA PROFETICA DI MARIA
MONTESSORI
“A Ginevra,
Bruxelles, Copenaghen, Amersfoort, Londra risuona ammonitrice e
quasi profetica la parola della grande Educatrice che si spinge,
anzi, a proporre l’istituzione, nelle università, di un “Corso per
la pace”, per suscitare nei giovani uno spirito di mutua tolleranza
e comprensione e, di conseguenza, uno spirito di pace.
Per lungo tempo le guerre furono considerate come sottratte alla
umana possibilità di controllo e la pace rimaneva nell’ambito della
utopia e delle speranze. Maria Montessori è convinta, invece, che
la pace deve divenire una scienza (come c’era stata, e in che
misura!, un’arte della
guerra) e che tale
scienza doveva essere quella dell’educazione, della formazione
dell’uomo”.
Così scrisse Camillo Grazzini nel risvolto di copertina di
Educazione e
pace.
Questo testo mi è tornato in mente leggendo l’Appello degli
studenti del Corso di laurea in Scienze per la Pace dell’Università
di Pisa, ripensando la storia del Corso.
Ho, quindi, ricordato e riletto l’articolo di Antonella Barina col
titolo “Per favore, lasciateci laureare in pace”, pubblicato su “Il
Venerdì di Repubblica”, del 28 giugno 2002.
L’Appello degli studenti è come una lezione. Esso merita di essere
sostenuto e mette alla prova il movimento per la pace e la
nonviolenza. E’ già incoraggiante il notevole numero di firme
finora raccolte, in brevissimo tempo. E colpisce, oltre il numero,
anche la qualità delle firme e la loro provenienza da tante parti
d’Italia e anche da paesi stranieri.
L’esito dell’Appello rimane incerto, ma c’è la speranza che abbia
successo per effetto della forte pressione esercitata dalle
firme.
Non si capisce come il Corso possa essere in pericolo, se si
considera che non mancano gli studenti e non ci sono costi
insostenibili.
ALCUNE NOTE SULL’APPELLO DEGLI STUDENTI.
L’Appello richiede un’adeguata riflessione con
qualche annotazione.
Il
Corso, istituito nell’anno accademico 2001-2002 nell’Università di
Pisa che è una delle più antiche e gloriose università italiane, si
distinse dagli analoghi corsi di laurea perché caratterizzato dalla
multidisciplinarità che lo ha reso unico nel panorama
universitario.
“Il corso
di laurea in Scienze per
la Pace, attivato
dall’Università di Pisa, si caratterizza fortemente per la sua
multidisciplinarità, in quanto fortemente voluto dal CISP (Centro
Interdipartimentale di Scienze per la Pace) che raggruppa docenti
di matematica, informatica, chimica, biologia, diritto ed economia,
… che hanno sentito l’esigenza di ricongiungere le proprie
conoscenze a un impegno etico” (Rocco Altieri, “Le scienze per la
pace e la formazione al metodo nonviolento”, nella rivista
“Quaderni Satyagraha”, n. 1, 2002, p. 16).
Il patrimonio culturale prodotto da questo Corso
e la tradizione che si è formata costituiscono un’eredità che deve
essere difesa e sviluppata. Hanno un valore che supera i confini
dell’Università e della Città di Pisa ed hanno acquistato una
risonanza internazionale, come è testimoniato dalle autorevoli
firme provenienti da vari paesi stranieri.
“Quaderni Satyagraha” è la rivista di
approfondimento scientifico e di formazione al metodo nonviolento
fondata nel 2002 e diretta da Rocco Altieri, docente di
Teoria e prassi della
nonviolenza.
Recentemente è nata la casa editrice “Gandhi
edizioni”.
Sia la
rivista che la casa editrice stanno dando un contributo originale
allo sviluppo della cultura della nonviolenza a livello
mondiale.
ALDO CAPITINI, L’UNIVERSITA’ E LA SCUOLA NORMALE SUPERIORE DI
PISA.
Il Corso va non solo mantenuto, ma vanno colte anche le sue
potenzialità nella prospettiva del suo
sviluppo.
Pisa è la città
nella quale ha sede un’altra autorevole e prestigiosa istituzione
universitaria che è la Scuola Normale Superiore. L’idea del
collegamento tra le due istituzioni andrebbe perseguita nel nome di
Aldo Capitini.
Come non ricordare il legame di Capitini con la Scuola Normale
Superiore e con l’Università di Pisa? Alla Normale Capitini fu
studente e successivamente segretario fino al momento del
licenziamento a causa del suo antifascismo. Alla caduta del
fascismo fu reintegrato nell’amministrazione della Scuola Normale e
per molti anni fu docente di Filosofia morale, Pedagogia e Storia
delle religioni presso la facoltà di Lettere dell’Università.
E’ da auspicare la collaborazione tra la Normale e l’Università, da
tradurre in una convenzione che darebbe nuovo impulso agli studi
per la pace di cui l’umanità del nostro tempo ha urgente
bisogno.
Aldo Capitini è riconosciuto come uno dei più grandi maestri della
storia della nonviolenza. Il suo pensiero e la sua opera
costituiscono un contributo originale alla teoria e alla pratica
della nonviolenza, hanno lasciato una traccia profonda e meritano
di essere valorizzati nelle istituzioni universitarie ed esplorati
con metodo scientifico.
Le cosiddette “missioni di pace” condotte partecipando, come fa
l’Italia, alle guerre, dimostrano con la loro ambiguità e
contraddizione come ci sia bisogno delle scienze per la pace che
ricerchino una nuova razionalità, con nuovi paradigmi scientifici,
come ha notato Rocco Altieri tracciando le origini e la storia dei
Peace Studies, nello scritto prima citato.
La vecchia filosofia espressa dal detto latino Si vis pacem para bellum
va superata da una nuova filosofia,
espressa con altri termini “Durante la pace, prepara la
pace”.
Bellum alienum
a ratione, ha scritto
Giovanni XXIII nell’enciclica Pacem in terris, del 1963.
La guerra non può essere mezzo per raggiungere la pace.
Il rapporto tra mezzi e fini rimane il cuore del pensiero
nonviolento, come espresso da Gandhi e ripreso da Capitini.
La tradizione culturale dell’Università e della Scuola Normale
Superiore di Pisa ha un grande contributo da dare allo sviluppo dei
Peace Studies nella prospettiva mondiale.
Palmi, 2 ottobre 2009
Raffaello
Saffioti
rsaffi@libero.it
Associazione Casa per la Pace
“D. A. Cardone”- PALMI (RC)

