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<title>Gandhiedizioni feed RSS</title><link>http://www.gandhiedizioni.com/index.html</link><description>Hot News&#x21;</description><dc:language>it</dc:language><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><dc:rights>Copyright 2009 Gandhiedizioni</dc:rights><dc:date>2010-01-21T15:02:05+01:00</dc:date><admin:generatorAgent rdf:resource="http://www.realmacsoftware.com/" />
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<lastBuildDate>Thu, 01 Jan 2009 01:11:58 +0100</lastBuildDate><item><title>Quaderni Satyagraha n. 16</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Quaderni Satyagraha</category><dc:date>2010-01-21T15:02:05+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/9823c6db4573a5a59319b6efe1cf2c2d-103.html#unique-entry-id-103</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/9823c6db4573a5a59319b6efe1cf2c2d-103.html#unique-entry-id-103</guid><content:encoded><![CDATA[VI SPIEGO I MALI DELLA CIVILTA&rsquo; MODERNA


HIND SWARAJ


pp.   160, &euro; 15,00  


[ISBN: 978-88-7500-023-3]


Lo scritto di Gandhi che viene qui presentato, in occasione del centenario della sua prima pubblicazione nel 1909, &egrave; a tutti gli effetti il suo manifesto ideologico-programmatico che conserva tuttora una  dirompente attualit&agrave;.   


Un testo breve, ma scandaloso.   Nulla &egrave; stato scritto di pi&ugrave; radicale  nella denuncia impietosa dei mali della civilt&agrave; moderna e nell&rsquo;indicare i rimedi per liberarsi di una falsa civilt&agrave; che rischia di trascinare l&rsquo;umanit&agrave; in una catastrofe  definitiva.


 Presentazione del Quaderno
]]></content:encoded></item><item><title>Quaderni Satyagraha n. 15</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Quaderni Satyagraha</category><category>Rivoluzione nonviolenta del &#x27;89</category><category>Muro di Berlino</category><dc:date>2009-12-03T14:10:36+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/8fe9366f03d31d8e47d0413f83e7ab2f-99.html#unique-entry-id-99</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/8fe9366f03d31d8e47d0413f83e7ab2f-99.html#unique-entry-id-99</guid><content:encoded><![CDATA[E&rsquo; in uscita il numero 15 dei Quaderni Satyagraha


LE ROSE SBOCCIARONO 


IN AUTUNNO


La rivoluzione nonviolenta del&rsquo;89


Il quaderno, opera di alcuni dei maggiori studiosi tedeschi e italiani di Scienze per la pace, interpella gli avvenimenti che nel 1989 portarono all&rsquo;abbattimento del muro di Berlino, divenuto simbolo della lunga guerra fredda tra Est e Ovest. 


A venti anni di distanza, cosa resta di quella portentosa rivoluzione nonviolenta che sconvolse il mondo?   Quale memoria ne conserva oggi la societ&agrave; europea?   E le nuove generazioni quale lezione storica possono ricevere in eredit&agrave;?


 Presentazione del Quaderno


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<a href="http://www.addthis.com/bookmark.php?  v=20" onmouseover="return addthis_open(this, '', '[URL]', '[TITLE]')" onmouseout="addthis_close()" onclick="return addthis_sendto()"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-addthis-en.gif" width="125" height="16" alt="Bookmark and Share" style="border:0"/></a><script type="text/javascript" src="http://s7.addthis.com/js/200/addthis_widget.js"></script>


<!  -- AddThis Button END -->]]></content:encoded></item><item><title>Tavola Rotonda all&#x27;Universit&#xe0; di Pisa</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><dc:subject>Home</dc:subject><dc:date>2009-10-23T14:55:41+02:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/bab4c754b0a77e117f4d8e912f1d12cc-93.html#unique-entry-id-93</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/bab4c754b0a77e117f4d8e912f1d12cc-93.html#unique-entry-id-93</guid><content:encoded><![CDATA[L&rsquo;importanza dei Peace studies 


in Italia e nel mondo 


alla luce dell&rsquo;attuale sistema internazionale


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<a href="http://www.addthis.com/bookmark.php?  v=20" onmouseover="return addthis_open(this, '', '[URL]', '[TITLE]')" onmouseout="addthis_close()" onclick="return addthis_sendto()"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-addthis-en.gif" width="125" height="16" alt="Bookmark and Share" style="border:0"/></a><script type="text/javascript" src="http://s7.addthis.com/js/200/addthis_widget.js"></script>


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]]></content:encoded></item><item><title>Rischia di chiudere il corso di laurea in Scienze per la pace di Pisa</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><dc:subject>Home</dc:subject><dc:date>2009-10-04T21:30:03+02:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/ef2e13f1154f101173f4db67a9bb5ea6-90.html#unique-entry-id-90</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/ef2e13f1154f101173f4db67a9bb5ea6-90.html#unique-entry-id-90</guid><content:encoded><![CDATA[Quest'estate, in modo sistematico, i giornali nazionali di destra hanno lanciato un'offensiva mediatica contro il corso di laurea in &ldquo;Scienze per la Pace&rdquo;, attivo dall'anno accademico 2001-2002 presso l'Universit&agrave; di Pisa.    Ha iniziato&nbsp; il Giornale di Berlusconi con un articolo pubblicato domenica 26 luglio 2009, additandolo in tutta evidenza come il pi&ugrave; assurdo tra i corsi di laurea destinati presto a sparire. ...  Infatti, negli ultimi due anni, subiti due sfratti consecutivi, vengono ora utilizzate le aule gentilmente concesse in via provvisoria&nbsp; dalla Facolt&agrave; di Ingegneria, rincorrendo per le lezioni i buchi lasciati liberi, in un continuo girovagare di studenti e professori da un padiglione all'altro, mentre i docenti nella quasi totalit&agrave; prestano la loro opera gratuitamente (ad eccezione di pochi giovani docenti&nbsp; a contratto, comunque sottopagati). ...  Nonostante le gravi deficienze strutturali, il corso, strutturato come 3+2, tre anni di laurea base pi&ugrave; due  anni di specialistica,&nbsp; rischia di chiudere o di essere drasticamente ridimensionato (conservando la sola laurea magistrale,  ex biennio specialistico) non per mancanza di studenti (complessivamente sono pi&ugrave; di 200 gli iscritti, con molti studenti lavoratori), o per questioni di mera procedura (la necessit&agrave; richiesta dalla riforma di trovare in tutto l'ateneo 20 docenti strutturati, lasciati liberi dalle facolt&agrave; per fare da garanti ad un corso 3+2), ma per una chiara volont&agrave; politica che mira a soffocarlo, demotivando studenti e professori dal proseguire in un&rsquo;impresa senza speranza.    In un processo inarrestabile di degrado morale e culturale rischiano di scomparire, nell'indifferenza generale, i pochi spazi di nonviolenza presenti nelle istituzioni, e il corso di Pisa, dopo la scomparsa di quello di Firenze fondato dal prof.   Alberto L'Abate (assorbito in un corso pi&ugrave; ampio di cooperazione allo sviluppo), &egrave; l'unico rimasto  in Italia a proporre un percorso formativo completo e specifico nel campo dei Peace Studies, il solo dove si possa studiare il pensiero di Gandhi, Capitini e degli altri maestri della nonviolenza .   Avendo accreditato gli eserciti nelle missioni all'estero e chiamata pace la guerra,&nbsp; c'&egrave; oggi una gara tra le forze politiche italiane a dichiararsi patriottiche nel sostenere la spedizione bellica in Afghanistan, in nome della vocazione dell&rsquo;Italia a &ldquo;grande&rdquo; potenza mondiale nell&rsquo;opera di &ldquo;civilizzazione democratica&rdquo;. ...  Ecco i frutti avvelenati di chi in questi anni, violando spudoratamente la costituzione repubblicana, ha unanimemente votato, destra e sinistra insieme, il finanziamento della guerra in Afghanistan, spacciata ipocritamente come missione di Pace.


...&Egrave; altamente simbolico e scandaloso che il Presidente della&nbsp; Repubblica&nbsp; abbia difeso nei giorni scorsi, di fronte al governo, l&rsquo; identit&agrave; guerrafondaia dell'opposizione di centro-sinistra,&nbsp;in quanto essa ha sempre coerentemente sostenuto col proprio voto la guerra in Afghanistan.


...La sinistra &egrave; morta a Kab&ugrave;l, ma forse era gi&agrave; morta un decennio prima in Kossovo, dove un generale NATO come Fabio Mini ha dato lezioni di pacifismo ai leader politici italiani sull&rsquo;assurdit&agrave; di quella guerra. ...  &nbsp; Di fronte alla prima guerra mondiale la socialdemocrazia tedesca e tutto il movimento socialista internazionale&nbsp; entr&ograve; in crisi votando i crediti di guerra, cos&igrave;&nbsp; aprendo la strada all'avvento delle successive tragedie del nazi-fascismo, dello stalinismo, dei campi di sterminio e delle bombe atomiche.    Oggi, ugualmente, il sostegno alla guerra contro il popolo afgano ha dissolto irrimediabilmente la cultura politica della sinistra, barriera democratica della societ&agrave; italiana nata dalla resistenza al nazi-fascismo.  &nbsp;I rigurgiti razzisti e xenofobi di questi mesi non sono che la conseguenza ineluttabile di un processo lungo e terribile che si &egrave; affermato nel nostro paese, riportando in vita forme plateali e spudorate di fascismo. 

...La questione di un corso di laurea come quello di Pisa rimanda, cos&igrave;,  alla crisi drammatica della societ&agrave; italiana, in preda alle peggiori convulsioni di un sistema avvolto dalle spire soffocanti del disastro ambientale e del dominio mafioso.    Allora ci si chiede perch&eacute; un corso di Peace Studies spaventi tanto le forze di governo, da farne un bersaglio continuo di ironia , e ugualmente  ci si interroga su quale opposizione si possa fare leva per difenderlo, considerato il tradimento della sinistra.   &nbsp;&Egrave; triste e drammatico che, nella retorica generale per gli eroi morti per la grandezza della patria, l'unica opposizione alla guerra, l'invocazione universale alla pace, sia lasciata alle prediche di pochi sacerdoti coraggiosi: don Paolo Farinella di Genova, don Giorgio De Capitani di Lecco, don Giorgio Pisano di Portici, che, a  causa delle loro omelie domenicali in cui hanno denunciato l&rsquo;idolatria della guerra moderna, sono stati prima linciati da certa stampa e poi minacciati di morte da forze&nbsp; fasciste di vario genere. 

...Per le forze reazionarie che vogliono impedire un tale processo di rinnovamento, diventa indispensabile cancellare il piccolo, ma significativo esperimento di Pisa, eliminando i germi di un possibile risveglio delle coscienze delle nuove generazioni, un laboratorio concreto  per  elaborare alternative funzionali ai modelli sociali attualmente dominanti.   &Egrave; necessario eliminare un esempio che pu&ograve; diventare contagioso, chiudere uno spazio che in dieci anni &egrave; diventato un luogo ideale di aggregazione  della migliore giovent&ugrave;, di qualificazione e formazione del vasto mondo dell&rsquo;associazionismo, del volontariato e della cooperazione internazionale, un luogo di progettazione per interventi civili e non armati nelle aree di conflitto, dando corpo e sostanza ai mitici corpi civili di pace, pensati da Gandhi come l&rsquo;esercito della pace, lo shanti sena del domani dell&rsquo;umanit&agrave;. 


Il 10 novembre 1998 l&rsquo;Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva proclamato il primo decennio del XXI secolo e del III millennio, gli anni dal 2001 al 2010, Decennio internazionale di promozione di una cultura della nonviolenza e della pace, incaricando l'UNESCO dell'animazione di questo Decennio.   Cos&igrave;, per ironia della sorte, il corso di laurea di Pisa, nato nel primo anno di tale decennio, rischia la chiusura proprio all&rsquo;approssimarsi della sua conclusione. 
]]></content:encoded></item><item><title>Appello degli studenti di Scienze per la Pace</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Scienze per la pace</category><category>Pisa</category><dc:date>2009-10-04T15:30:29+02:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/f01c76ea3de62dff395e14b0fa6701bb-88.html#unique-entry-id-88</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/f01c76ea3de62dff395e14b0fa6701bb-88.html#unique-entry-id-88</guid><content:encoded><![CDATA[Sembra singolare e non consono ai nostri tempi, in cui &egrave; cos&igrave; vivo il culto della &ldquo;specializzazione&rdquo;, che io sia chiamata a parlare della pace;  della pace che, se fosse elevata a disciplina, nessuna ve ne sarebbe di pi&ugrave; alta, poich&eacute; da essa dipende la vita stessa del popolo e forse il progredire o lo sparire di tutta quanta la nostra civilt&agrave;.


E&rsquo; singolare infatti che non esista una scienza della pace sviluppata almeno nei suoi caratteri esterni, come quella della guerra, per quanto si riferisce agli armamenti e alla strategia.


Per quel che riguarda la pace, non esiste neppure uno di quegli sforzi ordinati e costanti di ricerca che si chiamano scienza; anzi, tra gli infiniti concetti, che pure arricchiscono le nostre conoscenze, manca il concetto stesso della pace.


...&ldquo;A Ginevra, Bruxelles, Copenaghen, Amersfoort, Londra risuona ammonitrice e quasi profetica la parola della grande Educatrice che si spinge, anzi, a proporre l&rsquo;istituzione, nelle universit&agrave;, di un &ldquo;Corso per la pace&rdquo;, per suscitare nei giovani uno spirito di mutua tolleranza e comprensione e, di conseguenza, uno spirito di pace.


Per lungo tempo le guerre furono considerate come sottratte alla umana possibilit&agrave; di controllo e la pace rimaneva nell&rsquo;ambito della utopia e delle speranze. 

...Questo testo mi &egrave; tornato in mente leggendo l&rsquo;Appello degli studenti del Corso di laurea in Scienze per la Pace dell&rsquo;Universit&agrave; di Pisa, ripensando la storia del Corso.


...Non si capisce come il Corso possa essere in pericolo, se si considera che non mancano gli studenti e non ci sono costi insostenibili.


...Il Corso, istituito nell&rsquo;anno accademico 2001-2002 nell&rsquo;Universit&agrave; di Pisa che &egrave; una delle pi&ugrave; antiche e gloriose universit&agrave; italiane, si distinse dagli analoghi corsi di laurea perch&eacute; caratterizzato dalla multidisciplinarit&agrave; che lo ha reso unico nel panorama universitario.


&ldquo;Il corso di laurea in Scienze per la Pace, attivato dall&rsquo;Universit&agrave; di Pisa, si caratterizza fortemente per la sua multidisciplinarit&agrave;, in quanto fortemente voluto dal CISP (Centro Interdipartimentale di Scienze per la Pace) che raggruppa docenti di matematica, informatica, chimica, biologia, diritto ed economia, &hellip; che hanno sentito l&rsquo;esigenza di ricongiungere le proprie conoscenze a un impegno etico&rdquo; (Rocco Altieri, &ldquo;Le scienze per la pace e la formazione al metodo nonviolento&rdquo;, nella rivista &ldquo;Quaderni Satyagraha&rdquo;, n. 1, 2002, p. 

...Il patrimonio culturale prodotto da questo Corso e la tradizione che si &egrave; formata costituiscono un&rsquo;eredit&agrave; che deve essere difesa e sviluppata.   Hanno un valore che supera i confini dell&rsquo;Universit&agrave; e della Citt&agrave; di Pisa ed hanno acquistato una risonanza internazionale, come &egrave; testimoniato dalle autorevoli firme provenienti da vari paesi stranieri.


&ldquo;Quaderni Satyagraha&rdquo; &egrave; la rivista di approfondimento scientifico e di formazione al metodo nonviolento fondata nel 2002 e diretta da Rocco Altieri, docente di Teoria e prassi della nonviolenza.


...      Sia la rivista che la casa editrice stanno dando un contributo originale allo sviluppo della cultura della nonviolenza a livello mondiale.


...Come non ricordare il legame di Capitini con la Scuola Normale Superiore e con l&rsquo;Universit&agrave; di Pisa? ...  Alla caduta del fascismo fu reintegrato nell&rsquo;amministrazione della Scuola Normale e per molti anni fu docente di Filosofia morale, Pedagogia e Storia delle religioni presso la facolt&agrave; di Lettere dell&rsquo;Universit&agrave;.


E&rsquo; da auspicare la collaborazione tra la Normale e l&rsquo;Universit&agrave;, da tradurre in una convenzione che darebbe nuovo impulso agli studi per la pace di cui l&rsquo;umanit&agrave; del nostro tempo ha urgente bisogno.


...Il suo pensiero e la sua opera costituiscono un contributo originale alla teoria e alla pratica della nonviolenza, hanno lasciato una traccia profonda e meritano di essere valorizzati nelle istituzioni universitarie ed esplorati con metodo scientifico.


Le cosiddette &ldquo;missioni di pace&rdquo; condotte partecipando, come fa l&rsquo;Italia, alle guerre, dimostrano con la loro ambiguit&agrave; e contraddizione come ci sia bisogno delle scienze per la pace che ricerchino una nuova razionalit&agrave;, con nuovi paradigmi scientifici, come ha notato Rocco Altieri tracciando le origini e la storia dei Peace Studies, nello scritto prima citato.


La vecchia filosofia espressa dal detto latino Si vis pacem para bellum va superata da una nuova filosofia, espressa con altri termini &ldquo;Durante la pace, prepara la pace&rdquo;.


...La tradizione culturale dell&rsquo;Universit&agrave; e della Scuola Normale Superiore di Pisa ha un grande contributo da dare allo sviluppo dei Peace Studies nella prospettiva mondiale.
]]></content:encoded></item><item><title>Appello degli studenti al Rettore&#xa;</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Universit&#xe0; di Pisa</category><category>Scienze per la pace</category><category>Rettore</category><category>Appello</category><dc:date>2009-09-25T10:56:53+02:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/dc675eb8a1d7710db263fb33dd21ea2e-83.html#unique-entry-id-83</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/dc675eb8a1d7710db263fb33dd21ea2e-83.html#unique-entry-id-83</guid><content:encoded><![CDATA[Le scriviamo per metterLa al corrente del fatto che il nostro corso di laurea in Scienze per la Pace rischia la scomparsa.   Vogliamo con la presente lettera spiegare i motivi di tale rischio e le grandi opportunit&agrave; che andrebbero perdute se si concretizzasse lo scenario previsto.


Abbiamo appreso, dall&rsquo;ultimo Consiglio di Corso di Laurea, che sono necessarie 12 adesioni di professori per il sostegno della laurea triennale e 8 per il corso magistrale. ...  La proposta della maggioranza dei nostri professori &egrave; quella di salvare soltanto uno dei due corsi di laurea (o triennale o specialistica) lasciando cos&igrave; a met&agrave; il percorso di studi in Scienze per la Pace, ormai intrapreso dall&rsquo;Universit&agrave; di Pisa da un decennio.   Come studenti di Scienze per la Pace non ci siamo accontentati di scegliere l&rsquo;uno o l&rsquo;altro percorso perch&eacute; ci sembrerebbe, in ogni caso, una sconfitta dal punto di vista, non soltanto accademico e formativo, ma soprattutto morale e culturale.


Il corso di laurea di Pisa, ormai unico in Italia, &egrave; nato come esigenza di una cultura internazionale della pace, sorta nel secondo dopoguerra, insieme a tutti gli altri istituti e Universit&agrave; di Peace Studies, presenti negli Stati Uniti e nel nord Europa, e tutt&rsquo;oggi operanti.  &nbsp;I nostri studi offrono l&rsquo;opportunit&agrave;, sempre pi&ugrave; necessaria, di trovare una soluzione alternativa e nonviolenta alla risoluzione dei conflitti.   La caratteristica di interdisciplinariet&agrave; del nostro approccio di studi &egrave; fondamentale per acquisire uno sguardo completo alla realt&agrave; odierna. 

...Pensiamo che il nostro Paese abbia bisogno di continuit&agrave; culturale al pensiero nonviolento dei filosofi e maestri che tutto il mondo studia e ci riconosce: Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lanza dal Vasto, Lorenzo Milani, Tonino Bello, Ernesto Balducci. ...  La didattica e la formazione sono necessari affinch&eacute; i processi culturali di filosofia e pratica della nonviolenza non tramontino oggi.   Essi contraddistinguono il nostro percorso universitario e sono gli unici strumenti di un autentico cambiamento sociale.   Se Scienze per la Pace scomparisse verrebbe meno quell&rsquo;idea di pace che ormai da sola cerca di farsi strada in mezzo ad altre: parliamo di una lotta a difesa delle istituzioni democratiche nel nostro paese e nel mondo esclusivamente senz&rsquo;armi.   Questo tipo di studi non pu&ograve; non essere compreso e non avere pari dignit&agrave; all&rsquo;interno del sistema universitario italiano.   L&rsquo;Universit&agrave; italiana ha bisogno di un percorso completo che crei una nuova grammatica ed etica della politica e dell&rsquo;agire sociale.


I laureati in passato e coloro che si laureeranno prossimamente, saranno condannati a un&rsquo;esistenza puramente testimoniale di questo percorso formativo.   L&rsquo;Ateneo di Pisa, cos&igrave; come il Comune di Pisa proclamatosi &ldquo;Comune per la Pace&rdquo;, si sono vantati in passato della presenza di questo fiore all&rsquo;occhiello e del prestigio che Scienze per la Pace ne dava.   Ora, noi studenti siamo i promotori di una difesa di questo patrimonio culturale che rischia di estinguersi.   Per questo vogliamo dare concretezza a ci&ograve; che studiamo, lottando senza violenza, affinch&eacute; il corso non sia chiuso n&eacute; resti a met&agrave;.   La completezza degli studi, data soltanto dal percorso quinquennale, &egrave; garanzia di un approccio serio e scientifico alla nostra ricerca.


...L&rsquo;Assemblea degli studenti di Scienze per la Pace.
]]></content:encoded></item><item><title>Danilo Dolci</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Azione nonviolenta</category><dc:date>2009-03-19T19:31:40+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/cad67b5cc3f887f5eade1645decb8d41-28.html#unique-entry-id-28</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/cad67b5cc3f887f5eade1645decb8d41-28.html#unique-entry-id-28</guid><content:encoded><![CDATA[Danilo Dolci ha iniziato la sua lotta nonviolenta nel 1952 a Trappeto (PA), quando per la morte di fame di un bambino ha fatto il suo primo digiuno.


...&Eacute; stato quasi istintivo all'inizio, come un modo per manifestare la sua solidariet&agrave; con i poveri: &laquo;Avevo iniziato a digiunare &ndash; racconta Danilo in un'intervista &ndash; perch&eacute; avrei avuto schifo di me a continuare a mangiare tranquillo intanto che gli altri morivano&raquo;. 

...Danilo Dolci, triestino di nascita, ha scelto di vivere in un paese di pescatori della Sicilia occidentale in un periodo, il secondo dopoguerra, in cui le persone vivevano in un completo abbandono, soffrendo la fame e le piaghe della mafia e del banditismo. 

...Si era accorto, infatti, che gli interventi dello Stato in quelle zone erano perlopi&ugrave; negativi: che senso aveva spendere miliardi nella repressione, per mantenere carabinieri e poliziotti contro i banditi, piuttosto che investirli per diminuire la miseria e favorire lo sviluppo?


...Cos&igrave; ha preso forma il metodo d'azione rivoluzionaria nonviolenta, riscoperta come azione pi&ugrave; perfetta ed efficace per risolvere i conflitti.


Gli dicevano, contestando la sua azione: &laquo;L'Europa non &egrave; l'India; certi strumenti possono avere un senso in zone dove la nonviolenza &egrave; base della moralit&agrave; popolare, non nella Sicilia occidentale dove sono leggi di fondo la violenza, la chiusura personale e familiare, la non collaborazione, dove si tende a riconoscere per verit&agrave; la forza&raquo;. 

...Fin dall'inizio si &egrave; messo accanto alle persone, condividendo la loro vita, ma al tempo stesso ponendo loro delle domande: &laquo;Finito il lavoro &ndash; racconta &ndash; domandavo ai miei nuovi amici come vedevano la situazione. 

...Il suo lavoro di educatore-maieuta &egrave; consistito proprio nel porre domande alla gente, risvegliando la coscienza in persone che vedevano la propria vita senza prospettive, senza alternative.


...Un metodo nonviolento, in cui non si cerca di sottomettere l'altro (di dominarlo) ma di favorire il suo sviluppo e le specifiche potenzialit&agrave;.


...Danilo ha ritenuto per questo fondamentale l'esperienza di Gandhi, perch&eacute; egli riusciva, nelle sue riunioni, a far approvare le decisioni all'unanimit&agrave; approfondendo la discussione e ascoltando i dissenzienti fino in fondo.


...La rivoluzione violenta &egrave; sicuramente un modo per affrontare i problemi, ma ha ancora in s&eacute; il seme della morte e quindi non risolve radicalmente i problemi, non realizza una &ldquo;salvezza&rdquo; per tutti. 

...Quando si fanno le guerre &egrave; dimostrato, a tutti i livelli, che la gente non conosce la situazione e non sa come passare da quell'essere al poter essere&raquo;.


...&laquo;Pace &egrave; un modo per essere vivi &ndash; cio&egrave; tutt'altro che chiusi, al di fuori, ma nel miglior modo partecipi &ndash; che ha implicito soprattutto visione serena, sforzo per educare e perfezionare, fatica per risolvere&raquo;. 

...Pace coincide con azione rivoluzionaria nonviolenta, con un nuovo modo di esistere e di porsi in rapporto agli altri e ai problemi, pi&ugrave; complesso, pi&ugrave; difficile, ma necessario.


...Per questo la sua difesa dei banditi siciliani non &egrave; fatta per mettersi dalla parte di qualcuno contro qualcun altro, ma per fare chiarezza sui rapporti sbagliati che corrompono sia i sottomessi sia i potenti, &laquo;del male che provoca il male&raquo;.


...Ma Danilo ha preferito parlare di obiezione/azione di coscienza ritenendo, infatti, non sufficiente essere contrari, dire di no, ma essenziale anche produrre alternative, inventare un s&igrave;.


...Nel ricordo della sua scomparsa, sento importante parlare di Danilo Dolci e del suo lavoro, che non si &egrave; concluso negli anni '70 (come alcuni pensano) ma &egrave; continuato individuando acutamente &ldquo;virus di dominio&rdquo; (di violenza) oltre il sistema clientelare-mafioso, in tutti quei rapporti di tipo unidirezionale e trasmissivo (nella scuola, nella cultura televisiva, nella politica...) che soffocano la creativit&agrave; individuale e lo sviluppo sociale.


...Con il suo lavoro ha proposto alternative concrete di azione rivoluzionaria (la struttura maieutica), alternative che ancora devono essere sviluppate in tutte le loro potenzialit&agrave;. 

...&Egrave; incoraggiante tuttavia il fatto che gi&agrave; molti sono coloro che lo capiscono: sono le persone per le quali la sua esistenza e il successo della sua opera alimentano la speranza nella sopravvivenza dell&rsquo;uomo&raquo;.


...v=20" onmouseover="return addthis_open(this, '', '[URL]', '[TITLE]')" onmouseout="addthis_close()" onclick="return addthis_sendto()"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-addthis-en.gif" width="125" height="16" alt="Bookmark and Share" style="border:0"/></a><script type="text/javascript" src="http://s7.addthis.com/js/200/addthis_widget.js"></script>
]]></content:encoded></item><item><title>Alex Zanotelli</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Conferenza</category><dc:date>2009-03-18T00:07:27+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/d6b72d803a26073e5c18e84dc46353c9-27.html#unique-entry-id-27</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/d6b72d803a26073e5c18e84dc46353c9-27.html#unique-entry-id-27</guid><content:encoded><![CDATA[Se ci sono momenti qualificanti nellʼattivit&agrave; educativa di un Istituto scolastico e nellʼesperienza formativa degli studenti, che una scuola moderna e vicina ai bisogni pi&ugrave; profondi dei ragazzi sa offrire, lo straordinario incontro del 10 marzo 2009 con padre Alex Zanotelli &egrave; uno di questi.   La proposta della Casa per la nonviolenza di organizzare un incontro con Alex Zanotelli sul tema &ldquo;Bene comune e cittadinanza attiva&rdquo; , ha trovato subito la disponibilit&agrave; della dirigenza dellʼ Istituto di Istruzione Secondaria Superiore &ldquo;Ignazio Silone&rdquo; di San Ferdinando di Puglia .


...Silone&rdquo;, gremito di ragazzi, bambini di scuola elementare e cittadini, Alex Zanotelli ha parlato per unʼora e mezza raccontando dei suoi 12 anni in Kenya, alla &ldquo;frontiera della missione&rdquo;, al servizio dei pi&ugrave; poveri tra i poveri . ...  A Nairobi &egrave; drammatico il divario tra ricchi e poveri, tra chi vive in una opulenza da far impallidire quella occidentale e chi non ha il necessario per sopravvivere. 

...Il contatto con la massa di esclusi della baraccopoli di Korogocho (che nella lingua locale significa caos) ha cambiato profondamente la sua vita di sacerdote e missionario. ...  Chi ha vissuto per 12 anni in una baraccopoli con i poveri non pu&ograve; non leggere la realt&agrave; partendo dalla situazione di chi soffre in questo mondo. 

...Questa e le altre storie raccontate dicono molto di quello che padre Alex chiama il &ldquo;battesimo dei poveri&rdquo; , una immersione nelle storie e nei vissuti degli esclusi che esigono giustizia e languono stremati nei bassifondi del consorzio umano. ...  A Korogocho dilagano le malattie (il 70% della popolazione &egrave; sieropositiva), sono troppi i senza terra, manca lʼessenziale alla sussistenza delle persone, dovunque imperversa la violenza delle bande criminali di ragazzini armati con pistole e coltelli. 

...Alex, a fianco del popolo, inizia una lotta nonviolenta, ispirata al satyagraha gandhiano, per i diritti della povera gente: il diritto alla terra, alla propriet&agrave; della baracca, ad una vita da esseri umani.   Ma un sacerdote missionario che partecipa alle lotte per la terra e per una politica di giustizia si espone agli attacchi dei benpensanti, come descriveva efficacemente dom Helder Camara, vescovo di Recife (Brasile): &ldquo;Se do da mangiare ad un affamato, mi dicono che sono un santo. 

...Un sacerdote pericoloso per il sistema, sin dai tempi in cui dirigeva il mensile Nigrizia, con gli importanti editoriali di denuncia e le inchieste scottanti sui 1900 miliardi di lire della cooperazione internazionale italiana degli anni ʻ80 nel sud del mondo; i dossier sul commercio mondiale degli armamenti e sulle lucrose tangenti per lʼexport italiano di armi. 

...Giunto in Kenya, padre Alex verificher&agrave; con i suoi occhi gli effetti nefasti della globalizzazione economico-finanziaria, la quale si traduce in una prassi economica di ingiustizia e sopruso che legittima il consumo dellʼ83% delle risorse della terra da parte del 20% della popolazione mondiale, la minoranza privilegiata dell'umanit&agrave; di cui facciamo parte. 

...Una simile condizione mondiale di privilegio si regge grazie alla forza delle armi, senza le quali non si potrebbe impedire a quellʼ80% di espropriati di riprendersi ci&ograve; che spetta loro per diritto.   Da molto tempo padre Alex denuncia lo scandalo del commercio internazionale degli armamenti, chiedendone una drastica riduzione, e degli arsenali atomici, per i quali auspica lo smantellamento totale. 

...Alex ha affrontato il problema dei rifiuti a Napoli, per il quale &egrave; costantemente in prima linea: &ldquo;La Campania in questi ultimi venti anni &egrave; stato lo sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.   Quando il governo italiano non ha pi&ugrave; potuto esportare i rifiuti tossici in Somalia, lʼindustria italiana del centronord si &egrave; alleata con la camorra per sepellire i rifiuti tossici in Campania. ...  Alex ha parlato, in proposito, di privatizzazione dellʼacqua da parte delle multinazionali, contro la quale si batte da tempo con il Movimento per lʼacqua bene comune.


...Questa frase ben si attaglia al vissuto di Alex come uomo, sacerdote missionario e cittadino impegnato nella resistenza al sistema economico capitalista e nella trasformazione sociale verso una societ&agrave; pi&ugrave; rispettosa dellʼuomo e del pianeta.


...A questi giovani, e a tutti quelli che incontra, padre Alex dice: &ldquo;mandate a quel paese chi vi dice che voi siete il futuro del mondo. 

...v=20" onmouseover="return addthis_open(this, '', '[URL]', '[TITLE]')" onmouseout="addthis_close()" onclick="return addthis_sendto()"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-addthis-en.gif" width="125" height="16" alt="Bookmark and Share" style="border:0"/></a><script type="text/javascript" src="http://s7.addthis.com/js/200/addthis_widget.js"></script>
]]></content:encoded></item><item><title>Per una scuola di Pace</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Attivit&#xe0;</category><dc:date>2009-02-19T10:58:50+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/a8f147cc29272a70422a8b0ffb5bf7ea-15.html#unique-entry-id-15</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/a8f147cc29272a70422a8b0ffb5bf7ea-15.html#unique-entry-id-15</guid><content:encoded><![CDATA[Progetto di educazione alla cittadinanza


attiva e alla pace


Corsi serali per adulti e lavoratori


...Una scuola pubblica e gratuita, aperta a tutti, giovani, lavoratori, adulti di qualsiasi et&agrave;.


Una scuola legata al territorio, ma allo stesso tempo disponibile alla conoscenza di culture diverse e all&rsquo;accoglienza dell&rsquo;estesa umanit&agrave; di immigrati: luogo attivo di formazione professionale e di educazione permanente alla cittadinanza attiva e alla pace.


...Il percorso di pace di Tiziano Terzani


...assessora alla cultura del Comune di Pisa


...assessore alla cultura della Provincia di Pisa


Incontro con Gloria Germani, autrice del libro


Tiziano Terzani: la rivoluzione dentro di noi


...Discutono con l&rsquo;autrice il prof. 

...filosofo e saggista, e il prof. 

...dei corsi serali di cucina e ristorazione


...della Provincia di Pisa


...di Scienze per la Pace dell&rsquo;Universit&agrave; di Pisa


Incontro con David Nieri, autore del libro


...dei corsi serali di cucina e ristorazione


...<script type="text/javascript">var addthis_pub="casaperlanonviolenza";</script>


<a href="http://www.addthis.com/bookmark.php?  v=20" onmouseover="return addthis_open(this, '', '[URL]', '[TITLE]')" onmouseout="addthis_close()" onclick="return addthis_sendto()"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-addthis-en.gif" width="125" height="16" alt="Bookmark and Share" style="border:0"/></a><script type="text/javascript" src="http://s7.addthis.com/js/200/addthis_widget.js"></script>
]]></content:encoded></item><item><title>Lettere</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Lettere</category><dc:date>2009-02-18T12:53:02+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/4090571517d9fbafbd7b3b4e2bd41002-14.html#unique-entry-id-14</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/4090571517d9fbafbd7b3b4e2bd41002-14.html#unique-entry-id-14</guid><content:encoded><![CDATA[Caro Vittorio, spero tu possa leggere questa mia lettera, anche se, dove sei, tutte le tue energie vengono impiegate per &ldquo;qualcosa&rdquo; di pi&ugrave; importante. 


...Ogni giorno mi collegavo al tuo blog, ogni giorno guardavo impietrita le immagini di bimbi maciullati e oltraggiati dalle armi israeliane, ogni giorno leggevo il resoconto dettagliato di tutto quello che accadeva a Gaza, il conto dei morti, dei feriti, delle case rase al suolo, della ferocia dei soldati e della disperazione dei volontari.   Attraverso la tua testimonianza, la parola &ldquo;popolo palestinese&ldquo; ha perso la connotazione di un concetto astratto per assumere i contorni di una moltitudine di gente: persone,come me, fatte di carne e ossa, cuore e desideri. 


La tua non &egrave; mai stata una cronaca di guerra, ogni tuo racconto era il brandello di una vita, ogni tuo accenno era il misero e dolente quotidiano di un essere umano. ...  E&rsquo; accaduto l&rsquo;inevitabile: in me, giorno dopo giorno, nell&rsquo;intimo pi&ugrave; recondito della mia coscienza, &egrave; sedimentato tutto il dolore di un popolo alla deriva, dimenticato dagli uomini e da Dio.   Disorientata,confusa e spaventata ho pianto tutte le lacrime che potevo, le pi&ugrave; copiose e le pi&ugrave; amare della mia vita.   Ho pianto per tutti i sorrisi spenti e le corse interrotte dei bimbi di Gaza, per i cuori innamorati senza pi&ugrave; speranza, per le anime stanche, per le amicizie disperse, per le partenze senza ritorno.   Ho iniziato un viaggio che velocemente, in una folle corsa, mi ha portata ad un traguardo che mai avrei pensato di raggiungere: la scoperta di un processo di &ldquo;disumanizzazione&rdquo; in un popolo che opprime e la vergognosa compiacenza dei governi mondiali. 


...E&rsquo; stato necessario tutto l&rsquo;amore del mio compagno di vita, la forza del mio senso critico e il coraggio del mio spirito indomito per non perdere per sempre il senso della vita.   In questi istanti, mentre il popolo di Gaza sta faticosamente ricostruendo dalle macerie, io sto faticosamente rimettendo in piedi la volont&agrave; di non cedere mai pi&ugrave; a sentimenti sterili come l&rsquo;odio e il risentimento.   Dal buio di questi giorni &egrave; emersa una sola ed unica certezza: un rinnovato impegno personale, attivo, possente, incisivo e dirompente come solo pu&ograve; essere la forza dell&rsquo;amore e della non violenza.   Se guardo oltre, scorgo il lavoro di tanta gente che sta lottando per la pace nel mondo con la sola arma del pacifismo attivo. ...  Noi , popolo degli indifferenti, siamo a milioni, basta un no, reiterato con forza, da ognuno, per liberarci definitivamente dal giogo infernale dei nostri governanti. 


Non c&rsquo;&egrave; niente al mondo che possa essere barattato con la vita di un essere umano, non esiste nessun motivo che possa giustificare lo sterminio di gente innocente, nessun uomo potr&agrave; mai arrogarsi il diritto di stabilire quale popolo odiare o quale popolo osannare. ...  Dal tuo blog, con veemenza, denunci l&rsquo;indegna oppressione di Israele, ma mai hai scagliato una parola di odio contro la sua popolazione. ...  Non pu&ograve; pi&ugrave; vivere in armonia con se stesso chi ordina un eccidio per mero interesse politico, non potr&agrave; pi&ugrave; alzare la testa in segno di vittoria chi ha puntato un arma contro un essere inerme, nessuna preghiera potr&agrave; elevarsi pura a Dio se chi la pronuncia ha ancora le mani lorde di sangue. ...  Credo sia dovere di ognuno di noi contribuire a quella che un amico impegnato ha definito &ldquo;resistenza culturale&rdquo;, diffondendo il seme del risveglio, la curiosit&agrave; all&rsquo;informazione corretta, spronando l&rsquo;anima alla ricerca della pace e della non violenza attiva. 

...A coloro che decidono di rientrare in un mondo &ldquo;umano&rdquo; la chiave di accesso al tuo blog: guerrillaradio.iobloggo.com. 


Al mio compagno, che mi ha sostenuto in questo periodo di sbandamento, e a te Vittorio, va il dono di questa mia meravigliosa opportunit&agrave; di crescita. 

...v=20" onmouseover="return addthis_open(this, '', '[URL]', '[TITLE]')" onmouseout="addthis_close()" onclick="return addthis_sendto()"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-addthis-en.gif" width="125" height="16" alt="Bookmark and Share" style="border:0"/></a><script type="text/javascript" src="http://s7.addthis.com/js/200/addthis_widget.js"></script>
]]></content:encoded></item><item><title>PRESENTAZIONE LIBRO</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Attivit&#xe0;</category><dc:date>2009-01-25T00:45:09+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/e1d1c1d8fe9569dd36b76500d85417d3-6.html#unique-entry-id-6</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/e1d1c1d8fe9569dd36b76500d85417d3-6.html#unique-entry-id-6</guid><content:encoded><![CDATA[TARCENTO, GIOVED&Igrave; 29 GENNAIO 2009, ore 20.30


Nella Villa De Rubeis Florit, via Sottoriviera, 1 a Tarcento (UD), in collaborazione con il CICT, Centro Iniziative Culturali di Tarcento, il prof.   Fulvio Salimbeni, &nbsp;Direttore del Centro interdipartimentale di Ricerca sulla Pace IRENE, &nbsp;presenter&agrave;:


Lo Stato e la guerra.


L&rsquo;insensatezza delle politiche di potenza


...Gandhi Edizioni, Pisa 2009


Lo Stato e la guerra di Ekkehart Krippendorff, uno dei maggiori esperti mondiali di Peace Studies, &egrave; un libro pubblicato in originale tedesco nel 1985 per la Suhrkamp e viene ora proposto per la prima volta in traduzione in una lingua straniera dal Centro interdipartimentale di Ricerca sulla Pace IRENE dell'Universit&agrave; di Udine per i tipi della Gandhi Edizioni di Pisa.


Il libro espone con brillantezza e ricchezza di dati come lo Stato in quanto istituzione e l'apparato militare siano storicamente legati in modo strettissimo, ma nefasto per il benessere dei cittadini.   L'analisi dell'Autore mostra poi che la politica di potenza &egrave; configurabile come una patologia e la ragion di Stato costituisce un'insensatezza cronica.


Nonostante siano passati pi&ugrave; di 20 anni dalla sua pubblicazione, la tesi del libro mantiene la sua attualit&agrave; assoluta.   Le frequenti citazioni dalla letteratura mondiale di diverse epoche arricchiscono e conferiscono efficacia all&rsquo;esposizione, sempre molto stringente.   L'atemporalit&agrave; della tesi non intende escludere che l'uomo possa dare un'impostazione diversa alla propria vita collettiva, anzi questo &egrave;&nbsp;l'invito che esplicitamente l'Autore formula nell'introduzione all'opera, suo autentico testamento spirituale.


IRENE intende compiere uno sforzo considerevole per promuovere la &nbsp;conoscenza di quest&rsquo;opera fondamentale.   La presentazione di Lo Stato e&nbsp;la guerra a Tarcento &egrave; la prima di una lunga serie.   Verr&agrave; &nbsp;tempestivamente data comunicazione delle successive.


Alla Presentazione sar&agrave; presente il traduttore, Francesco Pistolato.


Il volume pu&ograve; essere prenotato con una mail a: irene@uniud.it.


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]]></content:encoded></item><item><title>Quaderni Satyagraha n. 12</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Quaderni Satyagraha</category><dc:date>2008-11-01T00:29:00+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/Quaderni%20Satyagraha.html#unique-entry-id-4</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/Quaderni%20Satyagraha.html#unique-entry-id-4</guid><content:encoded><![CDATA[L&rsquo;11 settembre di Gandhi


La luce sconfigge la tenebra


a cura di Rocco Altieri


pp.216, &euro; 16,00 [ISBN: 978-88-7500-005-9] 


Il volume, che comprende i contributi dei maggiori studiosi della nonviolenza (Arun Gandhi, M.N.   Nagler, B.   Parekh), celebra il centenario dell&rsquo;11 settembre 1906, data di nascita in Sudafrica del Satyagraha di Gandhi, un metodo di lotta che sostituisce alla forza fisica una forza pi&ugrave; grande generata dalla Verit&agrave; e dall&rsquo;Amore.


 


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]]></content:encoded></item><item><title>Quaderni Satyagraha n. 14 </title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Quaderni Satyagraha</category><dc:date>2008-11-02T00:18:00+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/Quaderni%20Satyagraha.html#unique-entry-id-3</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/Quaderni%20Satyagraha.html#unique-entry-id-3</guid><content:encoded><![CDATA[Comitato pace, disarmo, smilitarizzazione


a cura di Angelica Romano


Napoli chiama Vicenza


disarmare i territori, costruire la pace


pp.   160, &euro; 10,00 [ISBN: 978-88-7500-004-2] 


Il libro contiene una ricca documentazione sulla minacciosa presenza delle strutture di guerra nel territorio campano.   Senza voler annichilire e terrorizzare, si vuole informare, scuotere la rassegnazione, spingere all&rsquo;impegno, associando Napoli a Vicenza e a tutti i territori in lotta per fermare la follia atomica.


Presentazione del Quaderno


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<!  -- AddThis Button END -->]]></content:encoded></item><item><title>I Manuali di formazione</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Manuali di formazione</category><dc:date>2008-11-03T23:47:00+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/32dc74e78673a45fceb7a8b6243e4755-2.html#unique-entry-id-2</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/32dc74e78673a45fceb7a8b6243e4755-2.html#unique-entry-id-2</guid><content:encoded><![CDATA[Andrea Cozzo


Gestione creativa e nonviolenta 


delle situazioni di tensione


Manuale di formazione per le Forze dell&rsquo;ordine


pp.   128, &euro; 10,00 [ISBN: 978-88-7500-003-5] 


Creare un rapporto di prossimit&agrave; con la gente del quartiere, avere un incontro sereno con l&rsquo;automobilista a cui sta elevano una contravvenzione, sedare una lite in strada o in famiglia, intervenire in un episodio di ubriachezza, negoziare con i manifestanti: sono questi i casi per cui si propongono qui alcune indicazioni rivolte alle Forze dell&rsquo;Ordine.   Tali indicazioni nascono dall&rsquo;esperienza sul campo dell&rsquo;autore e dallo studio di casi concreti presentati da operatori di polizia e analizzati con loro stessi  durante alcuni corsi di formazione, i cui il libro costituisce, in qualche modo, il resoconto. 


Vi si troveranno presentati, come utili strumenti di lavoro, i concetti fondamentali e le tecniche che permettono una corretta pratica dell&rsquo;ascolto, della parola, della negoziazione e della mediazione.


Presentazione del Quaderno


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<!  -- AddThis Button END -->]]></content:encoded></item><item><title>I classici della spiritualit&#xe0; e del pensiero politico</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>I classici della spiritualit&#xe0; e del pensiero politico</category><dc:date>2009-01-01T02:36:54+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/Quaderni%20Satyagraha.html#unique-entry-id-1</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/Quaderni%20Satyagraha.html#unique-entry-id-1</guid><content:encoded><![CDATA[John Ruskin 


I MITI DEL PROGRESSO


Lettere ai lavoratori inglesi


a cura di M.S.   Marchesi


&euro; 16,00 [ISBN: 978-88-7500-006-6]


Viene pubblicata una scelta delle lettere che John Ruskin scrisse mensilmente dal 1871 fino al 1884.   Negli anni della rivoluzione industriale Ruskin ci offre con immagini potenti, riprese dalle antiche mitologie bibliche e greco-romane, una critica sociale dell&rsquo;avanzare della modernit&agrave;, accusando gli inganni del progresso, svelando la schiavit&ugrave; indotta dalle macchine e dall&rsquo;economia del libero mercato.


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<!  -- AddThis Button END -->]]></content:encoded></item><item><title>I classici della spiritualit&#xe0; e del pensiero politico</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>I classici della spiritualit&#xe0; e del pensiero politico</category><dc:date>2009-01-02T02:15:00+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/Quaderni%20Satyagraha.html#unique-entry-id-0</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/Quaderni%20Satyagraha.html#unique-entry-id-0</guid><content:encoded><![CDATA[Ekkehart Krippendorff


LO STATO E LA GUERRA


                                                                        L&rsquo;insensatezza delle politiche di potenza


a cura di F.   Pistolato


&euro; 30,00 [ISBN: 978-88-7500-018-9]


Il saggio dimostra come la nascita e la vita degli Stati moderni siano intimamente legati all&rsquo;apparato militare.   Il cemento ideologico che li unisce &egrave; il realismo politico, che Krippendorff, con una stringente e brillante argomentazione dimostra essere insensato, cio&egrave; frutto di una sostanziale stupidit&agrave;, di un accecamento di cui soffrono i potenti a danno delle popolazioni che governano.


Il libro &egrave; un classico mondiale del pensiero pacifista che ci permette di riflettere su verit&agrave; inconfessabili, sui fattori e le dinamiche storiche che portano alle guerre.


Presentazione Quaderno


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<a href="http://www.addthis.com/bookmark.php?  v=20" onmouseover="return addthis_open(this, '', '[URL]', '[TITLE]')" onmouseout="addthis_close()" onclick="return addthis_sendto()"><img src="http://s7.addthis.com/static/btn/lg-addthis-en.gif" width="125" height="16" alt="Bookmark and Share" style="border:0"/></a><script type="text/javascript" src="http://s7.addthis.com/js/200/addthis_widget.js"></script>


<!  -- AddThis Button END -->]]></content:encoded></item><item><title>Alex Zanotelli</title><dc:creator>user@domain.com</dc:creator><category>Quaderni Satyagraha</category><dc:date>2009-03-03T14:17:33+01:00</dc:date><link>http://www.gandhiedizioni.com/files/5d976cceb477067761655b6246c80b4f-23.html#unique-entry-id-23</link><guid isPermaLink="true">http://www.gandhiedizioni.com/files/5d976cceb477067761655b6246c80b4f-23.html#unique-entry-id-23</guid><content:encoded><![CDATA[Casa per la nonviolenza


Associazione di ispirazione gandhiana


Centro Gandhi - Onlus


Istituto di Istruzione Secondaria Superiore


&ldquo;Ignazio Silone&rdquo;


Marted&igrave; 10 marzo ore 10.00


Istituto di Istruzione Secondaria Superiore &ldquo;Ignazio Silone&rdquo;


San Ferdinando di Puglia (Fg)


...Alex Zanotelli


...&ldquo;La militarizzazione fa parte di un sistema economico che deve essere messo totalmente in discussione.   Abbiamo abbastanza bombe atomiche al mondo da farlo saltare quattro volte.   Il pianeta non pu&ograve; pi&ugrave; reggere il ritmo forsennato dei nostri consumi.   Gli esperti ci dicono che abbiamo cinquant&rsquo;anni per cambiare.   Poi sar&agrave; troppo tardi.   Deve nascere l&rsquo;uomo planetario se vogliamo sopravvivere&rdquo;.


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