Agricoltura e acqua
INIZIATIVA AMREF
CONTRO LA SICCITÀ IN KENYA
Fao:
«Produrre cibo usando meno acqua»
Il direttore Fao al World Water Forum:
«Tremila litri per produrre l'equivalente del nostro fabbisogno
quotidiano»
Il
futuro dell'acqua è nell'agricoltura, bisogna
produrre più cibo consumando meno quantità del prezioso liquido. È
il messaggio lanciato dal palco del quinto World Water Forum in
corso a Istanbul dal
direttore generale della Fao Jacques Diouf. È
necessario, ha detto, prestare più attenzione alla gestione delle
risorse idriche in agricoltura e aumentare il sostegno ai contadini
nei Paesi in via di sviluppo per affrontare i
problemi della scarsità d'acqua e della fame. «I milioni di
agricoltori che in tutto il mondo producono il cibo che noi
mangiamo devono essere al centro di ogni processo di cambiamento.
Hanno bisogno di essere incoraggiati e indirizzati a produrre di
più con meno acqua. Ciò richiede investimenti e incentivi ben
finalizzati, oltre a un contesto politico
adeguato».
TREMILA
LITRI -
L'agricoltura assorbe il 70% del consumo mondiale di acqua
potabile. Ma se bastano
dai due ai tre litri di acqua al giorno per soddisfare il
fabbisogno di liquidi di un individuo, ne occorrono 3mila per
produrre l'equivalente del nostro fabbisogno quotidiano di cibo.
Secondo Diouf il problema della fame crescente nel mondo, con quasi
un miliardo di esseri umani (il 15% della popolazione mondiale) non
in grado di procurarsi cibo a sufficienza, potrebbe peggiorare «se
non vengono prese decisioni coraggiose e attuate misure concrete e
urgenti». E qui entra in scena l'agricoltura, che deve «ridurre il
divario tra offerta e domanda e prevenire gli choc futuri,
aumentare la capacità di ripresa dei più vulnerabili e mitigare
l'impatto ambientale. È solo investendo in un’agricoltura
sostenibile basata su una buona gestione dell’acqua che potremo
soddisfare i nostri bisogni di cibo e di energia, e allo stesso
tempo salvaguardare le risorse naturali dalle quali dipende il
nostro futuro». Domenica 22 marzo cade la Giornata mondiale
dell'acqua, intitolata «Acque condivise, opportunità condivise»: un
appuntamento simbolico importante come sottolineato dal segretario
generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. «È la nostra risorsa
naturale più preziosa. Più che mai dobbiamo quindi lavorare insieme
per farne un uso sensato. Il nostro futuro collettivo dipende dal
modo in cui gestiamo questa risorsa preziosa e
limitata».
ITALIA
PER L'INDIA - A Istanbul
l'Italia è presente con una delegazione della Farnesina guidata dal
ministro plenipotenziario Giorgio Sfara che ha presentato un
progetto per l'India dal nome difficile: «Vulnerability Reduction
through Community Emporwerment and Control of Water». Il progetto è
stato finanziato dalla Cooperazione italiana contro l'emergenza
acqua ed eseguito dalla Jal Bhagirathi Foundation attraverso
l'Undp: opera in 251 villaggi in un raggio di 125 chilometri
nell'area di Jodhpur del Marwar nel deserto del Thar. Ad oggi ne
beneficiano circa 25mila persone, ma una nuova fase consentirà di
raddoppiare il numero degli individui raggiunti. Venerdì nella
capitale turca ha preso il via anche il Forum alternativo
sull'Acqua, organizzato dalle
associazioni.
CONSUMO
CRITICO - Infine, per
chi vuole informarsi su ciò che sta dietro al mercato dell'acqua
sarà presto disponibile la seconda edizione della «Piccola guida al
consumo critico dell'acqua» di Luca Martinelli, edita da Terre di
Mezzo. Il libro (3 euro) spiega perché l'acqua degli acquedotti è
buona, sicura e comoda, ma è surclassata a colpi di spot dall'acqua
in bottiglia, cara per le nostre tasche e poco sostenibile per
l'ambiente. Scheda per scheda, l'analisi delle aziende
imbottigliatrici che si spartiscono un mercato da oltre 3 miliardi
di euro, mentre nelle casse pubbliche arrivano solo le briciole.
L’Italia è anche tra i primi produttori al mondo di acque minerali,
con 12,4 miliardi di litri imbottigliati nel 2007. Il mercato
tuttavia è molto concentrato, ed è in mano a 4 grandi gruppi che
controllano il 54% delle vendite. Da aprile 2009 in libreria, il
testo può essere acquistato anche nelle botteghe del commercio equo
e solidale e sul sito di Altreconomia.
Fonte:
www.altreconomia.it


