Appello degli studenti al Rettore
Minacciato di
chiusura
il Corso di laurea in Scienze
per la Pace dell’Università di Pisa
Appello degli
studenti al Rettore 
Al Magnifico Rettore
dell’Università di Pisa
Le scriviamo per metterLa al corrente del fatto che
il nostro corso di
laurea in Scienze per la Pace rischia la
scomparsa. Vogliamo con la
presente lettera spiegare i motivi di tale
rischio e le grandi opportunità che andrebbero perdute
se si concretizzasse lo scenario
previsto.
Abbiamo appreso, dall’ultimo Consiglio di Corso di Laurea,
che sono
necessarie 12 adesioni di professori per il sostegno della laurea
triennale e 8 per il corso magistrale. Ad oggi, le firme a disposizione sono
soltanto 10. La proposta della
maggioranza dei nostri professori è quella di salvare soltanto uno
dei due corsi di laurea (o triennale o specialistica) lasciando
così a metà il percorso di studi in Scienze per la Pace, ormai
intrapreso dall’Università di Pisa da un decennio. Come studenti di
Scienze per la Pace non ci siamo accontentati di scegliere l’uno o
l’altro percorso perché ci sembrerebbe, in ogni caso,
una
sconfitta dal punto di vista,
non soltanto accademico e formativo, ma soprattutto
morale e
culturale.
Il corso di laurea di Pisa,
ormai unico in Italia, è nato
come esigenza di una cultura internazionale della
pace, sorta nel secondo
dopoguerra, insieme a tutti gli altri istituti e
Università di Peace
Studies, presenti negli Stati
Uniti e nel nord Europa, e tutt’oggi operanti. I nostri studi
offrono l’opportunità, sempre più necessaria, di trovare una
soluzione
alternativa e nonviolenta alla risoluzione dei
conflitti. La caratteristica
di interdisciplinarietà del nostro approccio di studi è
fondamentale per acquisire uno sguardo completo alla realtà
odierna. La pace non è assenza di conflitto, ma costruzione
propositiva di una realtà migliore. La ricerca della pace è,
quindi, studio scientifico e strategico
di proposte e metodi concreti.
Pensiamo che il nostro Paese abbia bisogno di continuità culturale al
pensiero nonviolento dei
filosofi e maestri che tutto il mondo studia e ci riconosce: Aldo
Capitini, Danilo Dolci, Lanza dal Vasto, Lorenzo Milani, Tonino
Bello, Ernesto Balducci. Questa continuità culturale deve rimanere
negli ambienti accademici universitari italiani. La didattica e la
formazione sono necessari affinché i processi culturali di
filosofia e pratica della nonviolenza non tramontino oggi. Essi
contraddistinguono il nostro percorso universitario e sono gli
unici strumenti di un autentico cambiamento sociale. Se Scienze per
la Pace scomparisse verrebbe meno quell’idea di pace che ormai da
sola cerca di farsi strada in mezzo ad altre: parliamo di una lotta
a difesa delle istituzioni democratiche nel nostro paese e nel
mondo esclusivamente senz’armi. Questo tipo di studi non può non
essere compreso e non avere pari dignità all’interno del sistema
universitario italiano. L’Università italiana ha bisogno di un
percorso completo che crei una nuova grammatica ed etica della
politica e dell’agire sociale.
I laureati in passato e coloro che si laureeranno prossimamente,
saranno condannati a un’esistenza puramente testimoniale di questo
percorso formativo. L’Ateneo di Pisa, così come il Comune di Pisa
proclamatosi “Comune per la Pace”, si sono vantati in passato della
presenza di questo fiore all’occhiello e del prestigio che Scienze
per la Pace ne dava. Ora, noi studenti siamo i promotori di una
difesa di questo patrimonio culturale che rischia di estinguersi.
Per questo vogliamo dare concretezza a ciò che studiamo, lottando
senza violenza, affinché il corso non sia chiuso né resti a metà.
La completezza degli studi, data soltanto dal percorso
quinquennale, è garanzia di un approccio serio e scientifico alla
nostra ricerca.
Alleghiamo il sostegno all’appello e le sottoscrizioni nazionali e
internazionali raccolte.
L’Assemblea degli studenti di Scienze per la
Pace.
Per
adesioni:
http://www.PetitionOnline.com/savesplp/
Per informazioni e sottoscrizioni:
Gli studenti di Scienze per la Pace, salvascienzeperlapace@gmail.com

