Conflitto Israele-Palestina

Un abbraccio di pace


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Il
10 aprile ’09 , alle ore 16,30, presso l’associazione  “Albero della grande vita” inizierà l’incontro-dibattito sulla questione Israele-Palestina. A me è stato affidato il compito di introdurre l’argomento e presentare successivamente i relatori. Da giorni sto lavorando a questa introduzione, ma più approfondisco le tematiche, più mi allontano da un giudizio obbiettivo e imparziale. Evidentemente ancora non sono  pronta: troppo emotivamente coinvolta, stupita e scandalizzata. Dedico ogni istante delle mie giornate a Gaza perché non  posso più farne a meno, perché così è quando inizia un amore. Per questo incontro mi è stato detto di smorzare i toni, di abbassare i livelli di rabbia, contenere il dolore. Mi è stato consigliato di trattare l’argomento con meno empatia e soprattutto evitare di mostrare video e foto scioccanti. Gioverebbe molto di più alla causa un linguaggio diplomatico e obbiettivo. Allora? Tra il dire e il fare di mezzo c’è il paese dell’inaudito. Posso tentare un approccio più distaccato, come si conviene a chi ha ormai dimestichezza e padronanza dell’essere nonviolento, ma questo non significherà di certo omettere le tragedie quotidiane di un popolo sospinto ai margini della sopravvivenza. In Palestina tutto è permesso, anche quello che nella immaginazione più fervida è impossibile che possa accadere. In questa striscia di terra lunga 40 km  e larga 5,  la violenza dell’umana civiltà ha potuto sperimentare tutto il carico della sua viltà e dannazione. Per questo, forte è la tentazione di raccontare per immagini quanto di più atroce e spaventoso accade a Gaza. Ma,  nel mio progetto  “Un abbraccio di pace”,  non  c’è posto per la recriminazione, tanto meno per le inutili e sterili polemiche. L’approccio non sarà né storico né  politico. La Palestina ormai è stata definita la “questione morale” del nostro tempo. L’asservimento ai poteri forti, le complicità governative, le connivenze politiche, allontanano sempre di più la speranza che possa esserci una risoluzione pacifista voluta dalla comunità internazionale. Tocca a noi: gente comune, gente della strada, occidentali stremati dalla crisi globale, gli indifferenti e i passionali. Al di là della fede religiosa o dall’appartenenza politica. Accomunati dalla volontà di sostenere un popolo mai arreso, mai vinto.  Forti, della loro rara e preziosa dignità,  per dimostrare al mondo intero che mai perderemo ciò che da tanto cercano di depredarci: la nostra essenza di “esseri umani”.  Occuparci di Gaza, per noi rappresenterà una delle tante opportunità che la vita ci consegna per un possibile e reale cambiamento. Le possibilità di contribuire con il nostro  impegno ci sono, tante e valide. Venerdì vorremmo esserci tutti per condividere un sogno, una speranza, un amore.
 
Lucia D’augelli
Casa per la nonviolenza
San Severo FG



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