LETTERA APERTA A ANDREA COZZO

SOLIDARIETA’ DOVEROSA
RIFLESSIONE NECESSARIA

grande_cozzo


Carissimo Andrea,


ti ho conosciuto e sono diventato tuo amico grazie al tuo impegno per la nonviolenza. Ora la notizia di quanto è accaduto a te e a tua moglie nel corso della manifestazione per il centro sociale Laboratorio Zeta di Palermo mi ha profondamente scosso. Dopo la conversazione telefonica con il nostro amico Rocco Altieri ho pensato che non bastasse esprimerti privatamente la doverosa, sentita solidarietà.

In questo caso non basta esprimere i
sentimenti di umana solidarietà con chi è vittima della violenza e subisce gravi danni fisici, ma serve riflettere a fondo su quanto sta avvenendo dopo l’entrata in vigore della legge 94 del 2009, cosiddetta “sulla sicurezza”.
Riprendo la notizia. “Dopo Rosarno, lo
sgombero del centro sociale Laboratorio Zeta di Palermo si configura come l’ennesimo tentativo di dispersione di migranti sul territorio nazionale. Un tentativo che passa anche attraverso gli arresti ed i ferimenti degli antirazzisti che a Palermo si battono per difendere i diritti fondamentali dei rifugiati, a partire dal diritto all’alloggio. Tra gli altri è stato colpito duramente con manganellate sul viso ed ha una prognosi di oltre venti giorni per la rottura del naso un professore universitario fondatore di un laboratorio per la nonviolenza. Un cittadino come tanti altri che partecipava al presidio di protesta per lo sgombero della struttura che era intervenuto in difesa della moglie presa a manganellate durante una delle cariche degli agenti di polizia” (Fulvio Vassallo, sul sito: www.terrelibere.it).

La notizia mi è sembrata incredibile. Come è stato possibile che proprio “
un professore universitario fondatore di un laboratorio per la nonviolenza” venisse colpito gravemente dai manganelli della polizia?
Questa è una domanda che deve impegnare la riflessione delle persone amiche della nonviolenza.
I manganelli della polizia non hanno colpito, tra gli altri, una persona qualsiasi, ma un ricercatore che “da anni tiene corsi di formazione per operatori della Guardia di Finanza, Carabinieri e Vigili Urbani”.
Questo caso mi sembra singolare, proprio perché la personalità di
Andrea Cozzo si qualifica per la coerenza tra il pensiero e l’azione, tra la teoria e la pratica della nonviolenza.
Questa vicenda dolorosa deve servire per promuovere la conoscenza del pensiero e dell’opera del docente universitario vittima della violenza della polizia.

Caro Andrea,
noi crediamo fermamente nella forza della nonviolenza. Quanto ti è successo deve servire a rafforzare il nostro impegno ed i nostri rapporti. Ti considero amico e sono orgoglioso di far parte con te della redazione della rivista “Quaderni Satyagraha”.
Questa lettera esprime anche i sentimenti ed il pensiero di Rocco Altieri, direttore della rivista.

Non posso qui non ricordare il tuo libro pubblicato da Gandhi Edizioni nel 2007 “
Gestione creativa e nonviolenta delle situazioni di tensione”, col sottotitolo “Manuale di formazione per le Forze dell’ordine”. E mi fa impressione il notare che la Prefazione sia di Nicola Zito, Questore di Livorno e la Postfazione di Patrizio Lo Prete, Assistente Capo della Polizia di Stato.

Voglio infine ricordare per i lettori un altro tuo libro, “Conflittualità nonviolenta. Filosofia e pratiche di lotta comunicativa”, Milano, Mimesis, 2004”. Va pure ricordato l’editoriale di Peppe Sini “Tre note” su questo libro, nel numero del 18 gennaio 2005 del notiziario “La nonviolenza è in cammino”.

Sappiamo bene che il cammino della nonviolenza è lungo e tortuoso. L’impegno per promuovere la cultura della nonviolenza è molto difficile e proseguendo nel nostro cammino incontreremo ancora la violenza. La tua ricerca ed il tuo impegno si rivelano sempre più necessari.

Palmi, 24 gennaio 2010

Raffaello Saffioti
Centro Gandhi – Quaderni Satyagraha

Quaderni Satyagraha n. 16

VI SPIEGO I MALI DELLA CIVILTA’ MODERNA
HIND SWARAJ

pp. 160, € 15,00
[ISBN:
978-88-7500-023-3]

Lo scritto di Gandhi che viene qui presentato, in occasione del centenario della sua prima pubblicazione nel 1909, è a tutti gli effetti il suo manifesto ideologico-programmatico che conserva tuttora una dirompente attualità.
Un testo breve, ma scandaloso. Nulla è stato scritto di più radicale nella denuncia impietosa dei mali della civiltà moderna e nell’indicare i rimedi per liberarsi di una falsa civiltà che rischia di trascinare l’umanità in una catastrofe definitiva.

Presentazione del Quaderno


Hind Swaraj - Quaderno n 16

Conflitto Israelo-palestinese

GAZA FREEDOM MARCH
PALESTINIAN NON-VIOLENCE
AND INTERNATIONAL SOLIDARITY


Muro in Palestina


La Gaza Freedom March si appropria dello scudo della nonviolenza e lo trasformerà in una leva per incunearsi nel muro d’ignoranza a protezione del blocco illegale. E lì è dove subentra l’intervento occidentale: quando 1.300 persone dell’Europa, del Sud-Africa, delle Filippine, degli Stati Uniti, del Giappone, del Brasile e della Nuova Zelanda, saltano su aerei, attraversano gli oceani, atterrano al Cairo, traghettano in un convoglio di 20 autobus a el-Arish, quindi a Rafah, chiedendo alle autorità egiziane di entrare a Gaza, ci faranno entrare. E allora incontreremo 50 o 100 o 150.000 palestinesi. Commemoreremo il massacro di Piombo Fuso testimoniando di fronte alle macerie dell’attacco invernale. Poi con musicisti e scrittori, senatori francesi e filippini, Alice Walker e Ali Abunimah, rabbini e sopravvissuti all’Olocausto, membri della diaspora palestinese, marceremo quasi fino alla soglia dell’attraversamento di Erez, insieme, dicendo: Israele, il mondo intero ti guarda. Togli il blocco. Il trucco tuttavia sta nel far sì che tutto il mondo stia a guardare.
Così speriamo che il coraggio palestinese e la nostra solidarietà e il vostro sostegno otterranno l’attenzione del mondo: delle sue agenzie stampa, dei suoi parlamentari, presidenti e primi ministri. Pensiamo di poter trasformare il razzismo istituzionale in una leva, molto lunga, che arrivi a New York e Londra, Parigi e Bruxelles e Berlino, i maggiori soci e sostenitori politici, militari ed economici d’Israele. Perché il blocco può continuare per la sua tacita accettazione, tolleranza, silenzio, che comprende una furia troppo ammutolita. Il blocco è un fatto fisico; ma è sbagliato considerarlo solo tale. Il fatto fisico può venire temporaneamente rimosso per essere poi di nuovo ricostituito. Questo lo sappiamo, perché Hamas fece saltare il muro sud nel gennaio 2008 per alleviare brevemente la sofferenza degli abitanti di Gaza. Più che da un elemento fisico, il blocco è salvaguardato da un altro muro, simbolico, di legittimità, o forse neppure tanto quella, quanto dall’apatia, o tolleranza o semplicemente ignoranza. Quello è il muro contro cui lottiamo. Se si premerà abbastanza su quella leva, il muro simbolico che attornia la barriera fisica si abbatterà fragorosamente al suolo e forse, se avremo fortuna, porterà giù con sé anche il muro fisico.

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Città possibile

Da Copenhagen un consiglio per salvare il Pianeta

Per Natale fai un regalo alla tua città
Vai in bicicletta!




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Quaderni Satyagraha n. 15

E’ in uscita il numero 15 dei Quaderni Satyagraha
LE ROSE SBOCCIARONO
IN AUTUNNO

La rivoluzione nonviolenta del’89

Quaderni Satyagraha n 15

Il quaderno, opera di alcuni dei maggiori studiosi tedeschi e italiani di Scienze per la pace, interpella gli avvenimenti che nel 1989 portarono all’abbattimento del muro di Berlino, divenuto simbolo della lunga guerra fredda tra Est e Ovest.
A venti anni di distanza, cosa resta di quella portentosa rivoluzione nonviolenta che sconvolse il mondo? Quale memoria ne conserva oggi la società europea? E le nuove generazioni quale lezione storica possono ricevere in eredità?

Presentazione del Quaderno


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Privatizzazione acqua

Acqua privatizzata

“MALEDETTI VOI….!”

Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell'acqua.Noi continueremo a gridare che l'acqua è vita, l'acqua è sacra, l'acqua è diritto fondamentale umano. E' la più clamorosa sconfitta della politica. E' la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E' la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.


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Alex Zanotelli
(Missionario comboniano)


Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell'acqua, che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :" Maledetti voi ricchi....!"
Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell'acqua.
Noi continueremo a gridare che l'acqua è vita, l'acqua è sacra, l'acqua è diritto fondamentale umano.
E' la più clamorosa sconfitta della politica. E' la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E' la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.
A farne le spese è ‘sorella acqua', oggi il bene più prezioso dell'umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l'aumento demografico. Quella della privatizzazione dell'acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all'anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l'acqua? "
Noi siamo per la vita, per l'acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta' in un rinnovato impegno per l'acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un "boomerang" per chi l'ha votato.
Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà. Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.

Per questo chiediamo:
AI CITTADINI di
protestare contro il decreto Ronchi , inviando e -mail ai propri parlamentari; creare gruppi in difesa dell'acqua localmente come a livello regionale; costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.
AI COMUNI di
indire consigli comunali monotematici in difesa dell'acqua; dichiarare l'acqua bene comune,' privo di rilevanza economica'; fare la scelta dell'AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.
LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL'AZIENDA SPECIALE, DELLE COSIDETTE MUNICIPALIZZATE.
AGLI ATO
ai 64 ATO ( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.
ALLE REGIONI di
impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia; varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell'acqua.
AI SINDACATI di
pronunciarsi sulla privatizzazione dell'acqua; mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell'acqua.
AI VESCOVI ITALIANI di
proclamare l'acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell'"accesso all'acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni"(27); protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .
ALLE COMUNITA' CRISTIANE di
informare i propri fedeli sulla questione acqua; organizzarsi in difesa dell'acqua.
AI Partiti di
esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell' acqua; farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell'acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini. L'acqua è l'oro blu del XXI secolo. Insieme all'aria, l'acqua è il bene più prezioso dell'umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese : "L'aria e l'acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili- sono parole dell'arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L'acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile."
Note: Chi vuole
aderire alla Lettera di Zanotelli scriva un'email all'indirizzo: beni_comuni@libero.it
con la scritta: aderisco.
Fonte: www.ilgridodeipoveri,org


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